lunedì 19 ottobre 2015

La TOP 10 delle mie sigle preferite cantate da Cristina D'Avena

Che la Cristina nazionale sia una leggenda vivente, non lo nega nessuno: eterna ragazzina col fascino della milfona che ha rallegrato l'infanzia di milioni d'italiani per diverse generazioni, cantando più di 700 canzoni tra sigle di cartoni e non, vendendo qualcosa come 7 milioni di album. Sticazzen. Ma tra tutte le sigle che ha cantato, quali sono per me le dieci più belle di sempre? Bé, eccole:


10 - Ti voglio bene Denver
Sprizza anni 80 ad ogni nota; da piccolo adoravo questo cartone e cantavo la sigla mentre saltavo da un divano all'altro.

9 - L'ispettore Gadget


8 - Jem
Il cartone lo ricordo solo vagamente, ma questa sigla è la dimostrazione che la nostra Cristina ha una gran bella voce.

 
7 - È quasi magia Johnny
 Ma quanto spaccava questo cartone? Mi sorprende che non lo abbiano mai più trasmesso.


 6 - Il mistero della pietra azzurra
 Prima di conoscere Lamù, il mio cuoricino di bambino batteva solo per Nadia. 


5 - Ai confini dell'universo


4 - Brividi e polvere per Pelleossa
Un cult. Punto.

 
3 - Prince Valiant
Epicità allo stato puro.

2 - Robin Hood
L'originale è molto bella, ma la versione metal dei Trick Or Treat ha quel qualcosa in più che la rendono perfetta.




1 - Batman
A mio avviso, questa è la vincitrice assoluta. Vuoi perché la serie sia una delle più belle mai fatte su di un personaggio dei fumetti, ma sta di fatto che la sigla di questo Batman è tutt'ora una delle mie canzoni preferite sul mio vetusto mp3.


 
Speciale - Tazmania
Menzione speciale per Tazmania; chi mi conosce sa che questa sigla fa uscire il diavolo (della Tasmania) che c'è in me.

BALLO CHE BELLO/BALLO E SALTELLO
BALLO CHE SBALLO/FALLO E RIFALLO

venerdì 16 ottobre 2015

Venerdì coin-op XXXVI

Eccoci di nuovo qui, pronti per un nuovo appuntamento con la rubrica Venerdì coin-op. Oggi vestiremo i pixelosi panni di una spia, in una roccambolesca fuga da un grattacielo pieni d'agenti segreti rivali. Oggi dovremo scendere fino al piano terra in:


Sviluppato e pubblicato da Taito nel 1983, Elevator Action è un platform in cui, nei panni dell'Agente 17 -nome in codice OTTO- si deve recuperare dei documenti segreti nascosti in un palazzo di trenta piani, per poi riuscire a scappare dagli agenti rivali utilizzando la propria astuzia per scendere i piani più velocemente possibile.


Lo scopo del gioco è semplice: bisogna recuperare tutti i documenti segreti nascosti dietro alle porte rosse che si trovano lungo i livelli, stando attenti però a non farsi uccidere dagli agenti rivali che escono a casaccio dalle numerose porte blu.


Sia il giocatore che i nemici sono armati di pistola, con la quale basta un colpo per uccidere o essere uccisi. Per schivare i proiettili basta saltare o accovacciarsi, mentre se non si vuole usare l'arma a nostra disposizione, gli si può sempre dare un calcio saltandogli addosso. Volendo, per aiutarci ad eliminare gli agenti rivali, si possono usare stratagemmi come sparare ai lampadari per farglieli cadere in testa -interrompendo la luce per qualche secondo- oppure schiacciandoli, nel caso rimanessero bloccati nella tromba dell'ascensore. In certi livelli, la luce nei corridoi è interrotta, costringendo al giocatore a muoversi senza sapere dove siano le porte, sia quelle rosse che quelle blu.


Una volta trovati tutti i documenti, dopo essere arrivati al seminterrato, il protagonista sale automaticamente nella sua macchina e il gioco finisce. Se invece ci si è dimenticati d'aprire qualche porta rossa, dimenticando al suo interno i preziosi documenti segreti, si ricomincia dall'ultimo piano, urlando le brutte parole in aramaico antico. 


Il gioco ebbe un buon successo all'epoca, venendo convertito per la maggior parte delle console domestiche; Elevator Action ebbe un seguito, molto più curato sia nella grafica che nella giocabilità, ma questa è un'altra storia.






mercoledì 14 ottobre 2015

Micro Racconti - volume 2


Morfeo
Ti rigiri nel letto, non riesci a prender sonno, ti sforzi di pensare a qualcosa di rilassante, di pacifico. Ma non ci riesci. Accendi la luce, stropicci gli occhi e guardi la sveglia: sono le 3:01. Imprechi, mentre scendi dal letto per andare a bere un bicchiere d'acqua. Poi torni, ti rimetti sotto le coperte convinto che sia la volta buona, che ora sì, ce la puoi fare, ora riuscirai finalmente a dormire. Hai trovato la posizione giusta, il tepore delle coperte rallenta il tuo battito cardiaco che lentamente ti accompagna tra le amorevoli braccia di Morfeo; ti senti sprofondare e tutto il mondo diventa ovattato, stai per raggiungere la pace interiore quando suona la sveglia: sono già le 7:00. Per tutta la giornata sarai incazzato come un drago, mentre Morfeo, dal mondo dei sogni, continuerà allegramente a pigliarti per il culo.

 L'ultimo drago
 «E quindi nonno, quello è un drago?». Chiese incuriosito il ragazzo, mentre additava un grosso ammasso di ossa semi coperte dalla vegetazione della foresta. «No Ranagard, quello era un drago, ora di lui non rimangono che le sue spoglie mortali». Gli rispose il vecchio cacciatore. «Devi sapere, figliuolo, che l'ultimo drago venne cacciato più di cinquant'anni fa. Ormai non rimangono che vecchi mucchi d'ossa, a ricordare di quel tempo in cui i grandi mostri alati seminavano terrore nelle nostre terre». Lo rincuorò il vecchio. «Quindi nonno, quel grosso coso che sta volando nel cielo e viene verso di noi, non può essere un drago, giusto?». Chiese il ragazzo poco prima che lui e suo nonno venissero mangiati dall'ultimo dei draghi.


Neo-Genesis
Nell'oscurità più profonda dello spazio, due titaniche astronavi di luce convergono nella stessa direzione, pronte a combattersi in nome della supremazia sull'intero universo. Due civiltà nemiche da tempo immemore, che per miliardi di anni hanno costruito immense astronavi siderali, generazione dopo generazione, finendo per inglobare interi sistemi solari al loro interno. Due macchine da guerra d'ineccepibile potenza, alimentate dall'energia di milioni di stelle. Ora, nel silenzio assoluto, i due popoli sono pronti all'ultima guerra per il predominio dell'universo. Fasci di luce abbaglianti sferzano il vuoto cosmico, in un groviglio di esplosioni infinito; nessuno dei due rivali può permettersi di perdere, entrambe hanno spinto le loro civiltà al limite massimo dell'evoluzione, divenendo egli stesse parte integrante del tessuto delle due astronavi. I due corpi luminosi vibrano, sotto i rispettivi colpi nemici, mentre lentamente iniziano a frammentarsi. Entrambi i popoli lo sanno ed entrambi decidono d'utilizzare la loro arma finale: catalizzano la medesima energia dal cannone principale, utilizzando quella dei milioni di soli al loro interno, fino a farli collassare. Poi, nello stesso istante, entrambe lanciano l'attacco finale. L'universo collassa su se stesso, in un'esplosione talmente potente da frantumare la dimensione stessa dello spazio-tempo. Quello che rimane delle due civiltà è solo polvere cosmica; entrambe hanno sacrificato tutto quello che esisteva, scomparendo per sempre a causa della loro cupidigia. Ma dal loro sciocco sacrificio, nascerà una nuova galassia e tra miliardi di anni, gli scienziati di un piccolo pianeta si chiederanno come tutto ha avuto inizio, chiamando col nome di Big Bang quel momento esatto in cui l'universo precedente al loro ha smesso d'esistere, ignorando però cosa l'abbia fatto collassare.

Miliardi di anni dopo, due enormi astronavi di luce convergono nella stessa direzione, pronte a combattersi in nome della supremazia sull'intero universo. Due civiltà nemiche da tempo immemore, che per miliardi di anni hanno costruito immense astronavi siderali, generazione dopo generazione, finendo per inglobare interi sistemi solari al loro interno. Due macchine da guerra d'ineccepibile potenza, alimentate dall'energia di milioni di stelle. Ora, nel silenzio assoluto, i due popoli sono pronti all'ultima guerra per il predominio dell'universo.