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lunedì 10 ottobre 2016

Robot Spirits #120 - Aura Battler Billbine - La Fotorecensione

Un modello che avevo in casa già da qualche settimana, ma che tra una cosa e l'altra, non ho avuto modo di recensirlo fino ad ora. Come con il cugino Dunbine, anche questo modello proviene dalla medesia serie, Aura Battler Dunbine, da noi mai arrivata. Partiamo quindi con le foto dello scatolame.



La scatola è identica a quella del già citato Dunbine, con il fronte sobrio e il retro raffigurante il robot in diverse pose. Anche questo modello è parecchio datato, ma la qualità generale se la gioca con molti prodotti odierni. Anzi, diciamo pure che a confronto di tanti suoi colleghi robotici moderni, questo Billbine della Bandai è anche nettamente superiore, sia per materiali usati e per i punti d'articolazione.


Il contenuto della confezione è per lo più occupato dalle varie armi del robottone, poi ci sono le immancabili istruzioni e il mega effetto minchiapotenza della spada.


Mi scuso subito per la qualità pessima delle foto; comunque ecco Billbine una volta montate le ali.


Come per suo cugggino Dunbine, anche qui la cabina di pilotaggio posta nel petto del robot, che si apre nello stesso identico modo.



Questo è il modello completo, una volta applicate le varie armi in dotazione.



Il mitra del Billbine ha la particolarità di trasformarsi in una specie di Gunblade, alla Final Fantasy VIII per intenderci.



L'effetto minchiapotenza.


A differenza del Dunbine, il Billbine può assumere la forma di un grifone. Non avendo un piedistallo (unica nota negativa è proprio la mancanza di esso nella confezione, che avrebbe reso il modello davvero perfetto) non sapevo come farvelo vedere in volo, quindi ciccia, usate la fantasia.




Prima di concludere, mi sono dimenticato di dirvi che ogni particolare è reso alla perfezione; notate il palmo dei piedi, che ricordano effettivamente le zampe di un rapace. 

Anche questo modello della linea Robot Spirits è a mio avviso un ottimo prodotto, sia come qualità/prezzo, che come resa finale del modello, ricco di dettagli e posabilissimo. Se qualcun altro conosce la serie Aura Battler Dunbine, sono convinto che possa apprezzare al meglio questa versione del Billbine. 

mercoledì 13 luglio 2016

Robot Spirits #127 - Aura Battler Dunbine - La Fotorecensione

Ed ecco che ritorna la rubrica delle fotorecensioni; oggi volevo mostrarvi l'ultimo arrivato nella mia collezione robotica, il Dunbine della Bandai Tamashii Robot Spirits. Un robottone da noi quasi sconosciuto, colpa della non messa in onda della serie. Per farla breve: Aura Battler Dunbine (in origine Seisenshi Dunbine 聖戦士ダンバイン) è una serie prodotta dalla Sunrise e creata dal celebre Yoshiyuki Tomino, che mescola tematiche fantasy a combattimenti a bordo di mech insettiformi. Per saperne di più. Detto ciò, diamo inizio alla carrellata di foto.
 




La confezione è molto semplice, senza troppi fronzoli, lasciando vedere quasi interamente il robot attraverso la vetrinetta.



Una volta aperta la confezione questo è il suo contenuto. Il Dunbine si presenta privo delle ali, da montare in un secondo momento, le sei mani di ricambio, le varie armi e quei cosi rossi che poi vi dirò a cosa servono.


Abbiamo poi le istruzioni, in un pratico giapponese capibile da tutti, la pubblicità di un secondo robot della serie (sì sono modelli vecchiotti) e l'effetto minchiapotenza da infilare sulla spada. Una cosa che manca e che servirebbe al modello è un piedistallo, in modo da poterlo mettere in assetto volo. Non ne capisco l'assenza, probabilmente era venduto separatamente.


Eccolo appena uscito dalla confezione, privo delle ali e senza le varie armi in dotazione. Il modello è alto circa quindici centimetri, in plastica e molto leggero.



Incastrare le ali mi ha fatto sudare freddo, sembrava che mi si spaccasse tutto in mano. Invece dai, mi è andata bene.



Le prime armi provate sono la coppia di mitragliatori, da incastrare agli avambracci del Dunbine.


L'elsa della spada va invece montata sul fianco destro del guscio, o come si chiami il pezzo sulla schiena del robot insettiforme.



Ecco invece l'effetto minchiapotenza della spada.


Aprendo il torace si scopre l'alloggiamento del pilota, non presente in questa versione della Bandai, ma nel giocattolo degli anni 80 invece sì. Lo dico perché ho pure quello, nonostante non l'abbia fotografato nel momento della fotorecensione. Chiedo venia.



All'inizio del post, quando elencavo il contenuto della confezione, ho nominato questi due cosi rossi. Bene, sfogliando le istruzioni ho scoperto che andrebbero incastrati sotto ai piedi del Dunbine, attaccandoli in seguito alle spalle di un altro modello della serie, il Billbine, che in modalità volatile fungerebbe da mezzo di trasporto per il Dunbine. Credo.



In conclusione, questo Dunbine della Bandai Tamashii è davvero un gran bel pezzo. Ovvio, è un robottone molto di nicchia dalle nostre parti, ma grazie ad un prezzo contenuto e l'alta qualità, risulta difficile per un appassionato di mecha non aggiungerlo alla propria collezione.