mercoledì 15 aprile 2015

Cosa penso del New Nintendo 3DS


Dopo qualche settimana d'utilizzo e dopo aver potuto provare anche l'unico titolo esclusivo per questa console, posso finalmente dira la mia sul New Nintendo 3DS.


Partiamo col dire che questo è più di un semplice restyle del precedente Nintendo 3DS: questo è il 3DS definitivo, quello da incoronare come miglior console degli ultimi dieci anni. Alla faccia delle console più potenti graficamente ma povere di contenuti, sterili e fredde più di una giornata di nebbia in val padana.
Questo New Nintendo 3DS è per prima cosa colorato, vivace, ti fa venir voglia di giocare solo guardandolo, grazie alla possibilità di poter cambiare la cover, personalizzandolo come più ci piace. Ovviamente bisogna prima prenderle le cover, ma andiamo avanti.


Questi sono solo alcuni esempi, ma ce ne sono un'infinità.
Quanto sono diversi il 3DS e il New 3DS? Molto, partendo dalla diversa posizione dei tasti Start e Select e i nuovi tasti dorsali ZR e ZL, ma soprattutto il fantomatico Stick C: la seconda levetta analogica che tanto mancava nella vecchia versione. Per quello che ho provato funziona bene, nonostante non sia perfettamente bilanciata, ma nulla di strano date le sue dimensioni. Una delle novità più rilevanti è però il nuovo 3D super-stabile, che stranamente è davvero super-stabile come dicono; ed ora non lacrimeremo più sangue come le statuette della Madonna.


Della CPU più potente e delle altre menate da nerd smanettone me ne sbatto sinceramente il birillo, che i caricamenti più veloci di qualche secondo nei download o tra un menù e l'altro a me non interessano: io voglio solo giocare. Per quanto riguarda le altre funzionalità c'è l'integrazione con l'interfaccia degli Amiibo, le statuette Nintendo utilizzabili con Super Smash Bros. che sono la rovina delle mie finanze. Basta appoggiare l'Amiibo sullo schermo inferiore per poterlo utilizzare, previo l'aggiornamento di tale funzione, che però non ho ancora avuto modo di verificare di persona, dato che non tolgo gli Amiibo dalla loro confezione.

Stupenderrimi!!!
Per il resto rimane lo stesso 3DS di sempre, comodo e piacevole da usare. Anche di questo oltre alla versione standard, esiste quella XL (LL in Giappone), più grande nella dimensione ma identica al modello base. Io ho optato per questa nella versione limitata di Zelda, giusto per fare lo sborone. Prevedo però che presto mi prendo la versione base per giocare, relegando in cassaforte quella limitata.


Ora parliamo invece dell'unico titolo -per il momento- esclusivo per New Nintendo 3DS: Xenoblade Chronicles 3D, titolo uscito in precedenza per Wii che ora gode di una nuova rinascita grazie alla terza dimensione. Il gioco è un Action RPG giapponese fino al midollo; forse un gioco un po' troppo di nicchia per lanciare una nuova console, ma il titolo -nonostante un pesante downgrade grafico- riesce a sfruttare molto bene le qualità tecniche del New 3DS, risultando un gioco perfetto per testare l'ultima console di casa Nintendo.


Quindi, in conclusione vale la pena prendere questa console? Sì, ma solo nel caso non abbiate già un 3DS o se vorreste prendervi la versione XL: le novità non sono molte, ma quelle poche che ci sono rendono questa console un acquisto di cui sono sicuro non ve ne pentirete.

lunedì 13 aprile 2015

Goldrake sta tornando, ed è più inc@*#ato che mai!

Signori e signore (sempre che ci siano signore tra di noi, schifosi nerd), dopo ben quarant'anni d'attesa, Goldrake è finalmente tornato: tremate vegani!

 

Look tamarrissimo, animazioni al computer, tette giganti e scontri devastanti: ecco come si festeggia un ritorno con stile!


Tratto dal nuovo manga del leggendario Go Nagai, Grendizer Giga è una versione riveduta e corretta del primo Goldrake, ma di più non posso dire, dato che non ho la minima idea di cosa tratti il manga; che io mica conosco il giapponese e dovrò aspettare che lo pubblichino in Italia, cioè fra tipo qualche anno. Ma non temete brutta gente, lo so che tanto ci guarderemo tutti la serie subbata in streaming.

"Sono tornato, baby!"

Fermi tutti, mi hanno comunicato che il video in realtà è la pubblicità per il primo volume del manga, quindi per il momento niente serie nuova. Porc...

venerdì 10 aprile 2015

Venerdì coin-op XX

Ed eccoci qui, con un nuovo Venerdì coin-op; oggi faremo un viaggio nel futuro, a menare mostri mutanti e alieni assieme alla squadra di:


Pubblicato nel 1991 da Capcom, Captain Commando è un beat 'em up a scorrimento laterale in cui, scegliendo uno dei quattro protagonisti, si deve salvare il mondo dagli scagnozzi del malvagio Genocide.

 Il gioco supporta fino a quattro giocatori.

I personaggi utilizzabili sono:


Captain Commando: il leader dei Commando Team, grazie alla sua armatura è in grado di sferrare colpi molto potenti, utilizzando un lanciafiamme e una scarica elettrica proveniente dai suoi guanti speciali.

Ninja Commando: il ninja del gruppo, capace di tagliare in due i nemici e di utilizzare varie tecniche di ninjutsu. Il suo nome giapponese è Sho, come il famoso Sho Kosugi, mentre in America è conosciuto come Ginzu. Perché proprio Ginzu chiederete voi?

Ecco perché.

Baby Commando: un bambino prodigio che controlla un robot di sua invenzione. Nella versione giapponese si chiama Hoover mentre in quella americana Baby Head.

Mummy Commando: un alieno somigliante ad una mummia, usa due lame sub-soniche per affettare i nemici. Il suo nome americano è Mack the Knife ed è ispirato all'omonima canzone cantata da Louis Armstrong, mentre quello giapponese è Jennety.


Il gioco si sviluppa lungo nove livelli, alla fine dei quali si deve affrontare il classico boss, fino ad arrivare sul pianeta Callisto a spaccare di botte Genocide (Scumocide in americano), il capoccia dei cattivi. Le meccaniche sono le medesime dei classici beat 'em up made in Capcom, dove oltre a tirare calci e pugni è possibile usare diversi oggetti sparsi per i livelli; le uniche novità sono la possibilità di utilizzare tre tipi diversi di robot, ognuno dei quali con le proprie caratteristiche e il poter tagliare in due i nemici. Cosa abbastanza splatter ma che si può fare solo con i nemici di sesso maschile, per una questione di autocensura sulla violenza sulle donne.


Purtroppo però, il gioco non ebbe il successo sperato -nonostante sia stato convertito su diverse console casalinghe- relegando il personaggio di Captain Commando sempre in secondo piano. Qualche comparsata qua e la in qualche altro videogioco, come la serie Marvel VS Capcom e poco altro; peccato per lui, dato che la Capcom ne voleva fare la sua mascotte.

CAPtain COMmando.