lunedì 27 luglio 2015

MINCHIERO - ep 2


Eccoci di nuovo qui, pronti per un nuovo perturbante viaggio nei misteri del mondo. Io sono Adam Skabbion e questo è il secondo appuntamento con Minchiero, la rubrica più misteriosamente misteriosa dell'internetto.


Ma la Batmobile è diesel o benzina?

 
Che fine ha fatto la virilità di Ken?


Quanti anni ha veramente Zia May, la zia di Peter Parker? E perché invece di invecchiare si è trasformata sempre di più in una milfona?


Chi ha incastrato Roger Rabbit? Sono forse stati gli Illuminati?

Tanti sono i misteri che dall'alba dei tempi, attanagliano gli uomini con i loro interrogativi. Ma per fortuna, io non ho paura di svelarli. Un abbraccio dal vostro Adam Skabbion.

venerdì 17 luglio 2015

Venerdì coin-op XXIX

Eccoci di nuovo qui, pronti per un nuovo appuntamento con il Venerdì coin-op. la rubrica che narra le gesta dei leggendari cabinati da sala giochi. Oggi affronteremo un viaggio pieno di pericoli, a bordo di una piccola astronave a caccia di asteroidi con:


Sviluppato e pubblicato da Atari nel 1979, Asteroids è uno dei più famosi sparatutto a schermata fissa di tutti i tempi. Ideato da Lyle Rains e programmato da Ed Logg, inizialmente con il nome di Cosmos, divenne ben presto uno dei videogiochi più di successo dell'epoca.


La navicella del gioco si comanda con due stati, adibiti a farla girare in senso orario o antiorario, mentre premendo altri due bottoni si attiva un turbo per la velocità e il cannone laser.


 La grafica vettoriale in bianco e nero permette una grafica fluida e pulita, nonostante la limitatezza del cabinato.


Una particolarità del gioco è la fisica della navicella; premendo infatti il turbo si accelera il movimento di essa, che però va regolata con attenzione, dato che girando liberamente per lo schermo, si deve fare i conti con la forza di inerzia se non ci si vuole spiattellarsi contro un asteroide. Stesso discorso vale per la rotazione, se troppo veloce si rischia di non colpire il bersaglio al momento opportuno e quindi GAME OVER. Altra particolarità è il fatto che se colpiti, i suddetti asteroidi si frantumano in pezzi sempre più piccoli e difficili da distruggere.


Sporadicamente, tra un masso e l'altro, fanno capolino delle navicelle aliene che spareranno verso quella controllata dal giocatore. Se distrutte, queste astronavi danno un punteggio molto più alto rispetto ai semplici asteroidi. Gli ufo nemici sono però stati inseriti successivamente, nella seconda versione del gioco, dopo che molti gestori di sale giochi si lamentarono del fatto che i giocatori perdessero tempo a roteare liberamente per lo schermo -invece che perdere e quindi spendere gettoni- dopo aver lasciato intatto un asteroide che continuava a fluttuare mentre loro si godevano questa nuova "libertà" di movimento. Infatti non erano molti i giochi che permettevano di potersi muovere liberamente per lo schermo, senza dover fare i conti del tempo limite o dei nemici che apparivano in continuazione. La bellezza della semplicità: basta una navicella triangolare e uno schermo nero in cui volteggiare liberamente per essere felici. Nel '79 girava robba proprio buona.


La popolarità di questo gioco è durata fino ai giorni nostri, infatti è stato convertito per ogni tipo di console e PC dal '79 a oggi. 



mercoledì 15 luglio 2015

Reboot e remake, ma anche no



C'è che sono stufo della solita minestra riscaldata, che poi, con sto caldo è meglio una granita. Se poi fosse Hollywood che per una volta mi tira fuori un nuovo gusto non sarebbe mica male, perché negli ultimi anni la moda di rimettere mano ai "capolavori" del passato mi ha -scusate il francesismo- scartavetrato le palle. Non è possibile che ogni due per tre mi ritornino al cinema i classici del passato, che classici non sono più, dato che sono passati sotto i ferri dell'industria moderna, uscendone però deturpati di ogni cosa buona che avevano gli originali. Faccio senza fare nomi, quelli li sappiamo tutti, parliamo invece di ciò che c'è di profondamente sbagliato in questa moda hollywoodiana: posso capire che le idee scarseggiano e che fare un film innovativo non è per tutti, specialmente per la paura che al botteghino possa essere un flop, ma l'unica idea che rimane per fare soldi è prendere un vecchio film -possibilmente un cult- e rimodernarlo privandolo il più delle volte del fascino originale? Non è sempre detto che ciò che è nuovo sia per forza migliore. Anzi, dati alla mano molto spesso l'originale ha incassato molto di più rispetto al rifacimento moderno. Ma allora, perché continuare a stuprare le glorie del passato, invece che crearne di nuove? Perché continuare a torturare i fan storici con idee poco brillanti, redesign ridicoli o personaggi completamente rivisitati? Semplice, perché fanno ugualmente i soldi con un prodotto sinonimo di guadagno facile e assicurato. Perché nonostante lo si odi, un reboot o un remake lo si va a vedere lo stesso, anche solo con lo scopo di poterlo criticare ancora più aspramente. E poi, non si può criticare qualcosa che non si è visto. Giusto?

 Poveri noi...