mercoledì 26 agosto 2015

Micro Racconti - volume 1


ATTENZIONE!
La lettura dei seguenti racconti è consigliata ad un pubblico maturo; ogni riferimanto a persone o situazioni reali è puramente casuale e non diffamante. Vi chiedo inoltre, di non appropriarvi o divulgarne il contenuto, poiché non sono assolutamente a scopo di lucro ma solo per puro divertimento personale. Buona lettura.


Il Divora Anime

Striscia nell'ombra senza far rumore; i suoi movimenti sono veloci e quasi impossibili da prevedere, si muove a scatti irregolari ma precisi: è il cacciatore definitivo. Nessuno preda è mai riuscita a sfuggire al suo letale attacco. Nessuno è mai stato così sfortunato da sopravvivere più del necessario. Seleziona le sue prede accuratamente, tra milioni di individui, sceglie quelli che più possano soddisfare le sue esigenze nutritive: persone sane, forti, piene di vita. Perché di questo si nutre, della linfa vitale delle persone. Della scintilla che anima i loro corpi. Lui è il Divora Anime: nessuno è mai riuscito a vederlo chiaramente e nessuno sa in quale luogo infernale è stato generato, ma tutti lo temono più della morte stessa, poiché tutti conoscono ciò di cui è capace. Attende nell'oscurità la vittima, immobile, invisibile, affamato; attende cautamente che il sole tramonti e che l'ultimo bagliore diurno si eclissi nelle tenebre. Poi, finalmente, è libero di dare sfogo alla sua insaziabile fame di vita: scivola silenziosamente alle spalle della sfortunata vittima senza che lei possa rendersi conto della sua presenza, poi, con uno scatto, avvolge la preda nella sua morsa letale, senza dargli neppure il tempo di capire cosa le stia succedendo, lacerandogli la carne e penetrando dentro di essa fino a raggiungere il sistema nervoso centrale. Da quel momento, l'abominevole pasto del Divora Anime ha purtroppo inizio, tra i dolori più intensi e terrificanti che l'essere umano conosca. Urla soffocate dal sangue, ossa sbriciolate nella ferale morsa della creatura e spasmi di dolore incontrollato, il tutto avvolto in un lago di sangue caldo e denso, nel più completo silenzio della notte. Gli abitanti delle città attendono che anche l'ultimo gemito finisca, pregando e ringraziando di non essere stati loro il pasto dell'infernale bestia. Tutti ascoltano i suoni della morte che avanza, attendendo che la notte torni silenziosa e che il Divora Anime ritorni nello stomaco dell'inferno da cui è uscita, consci del fatto che prima o poi toccherà pure ad altri di loro saziare la sua fame di vita.


Faina

«Non capisco. Eppure avrebbe già dovuto essere qui. Dici che l'hanno beccato?».
«No, è troppo furbo per farsi prendere. sicuramente hai capito male tu e abbiamo sbagliato luogo».
«Il luogo è questo. L'ho scelto io, perciò non posso essermi sbagliato. Più che altro, non è che hai sbagliato tu a dirgli l'uscita da prendere?»
«Ma quale uscita? Mica gli ho fatto prendere l'autostrada, idiota».
«Ah, giusto. Allora l'hanno preso».
«Figurati se Lucio si fa prendere dagli slavi, no no, per me ha sbagliato strada».
«Sarà, ma per me s'è fatto beccare e noi stiamo aspettando invano. Prova a chiamarlo».
«Io non chiamo nessuno, non vorrai mica che rintraccino la chiamata o cose del genere. Aspettiamo qui altri dieci minuti e poi ce ne andiamo. Tanto, male che vada, la roba ce l'abbiamo noi, quindi peggio per lui. Ahahah!».
«Cazzo ti ridi Giova, che se proviamo a fregargli la sua parte quello ci ammazza senza pensarci su due volte...»
«Senti Faina, se uno ritarda troppo perde il treno e questo, fidati, è uno di quelli che passa una volta sola nella vita. Quindi se lui fra otto minuti non è qui, io giuro che prendo il furgone e porto tutto al mio deposito, poi ci dividiamo a metà la roba e chi s'è visto s'è visto».
«Per me sbagli, dobbiamo sentirlo e capire dove diavolo si è cacciato. Non possiamo stare fermi qui in eterno. Lui doveva solo distrarli mentre noi gli fottevamo la roba: un lavoro semplice e pulito. Zero intoppi e zero sangue».
«Io il ferro l'ho portato comunque, con quelli là non c'è mica tanto da scherzare».
«Il ferro l'ho portato una volta sola con Lucio, ma poi vedi come lavora e capisci che non serve portarsi dietro nulla, nemmeno una lama piccola piccola. Con lui lavori pulito e sicuro. Sempre».
«Vabbè, intanto il tempo passa e io non lo vedo arrivare. Prova a chiamarlo, dai».
...
...
...
«C'è la segreteria...».
«Immaginavo, speriamo almeno che non abbia fatto i nostri nomi...»
«Che hai detto?».
«No, niente, parlavo tra me e me. Senti, mentre aspettiamo, dimmi com'è andata poi con quella mora dell'altra volta».
«Chi? La moglie del cornutone?».
«Sì, quella. Dai, dimmi che almeno gliel'hai buttato»
«Eheheh, ti posso solo dire che al cornutazzo gli tocca allargare le porte di casa, altrimenti non passa più. Ahahah!».
«Ah! Grande Faina! Ma dimmi i dettagli, dai, dimmi delle zinne. Com'erano? Grosse come due meloni o piccole come due pere?».
«Giova, gran porcone, te vuoi sapere troppo. Le cose si fanno ma non si dicono».
«Stronzo, almeno una foto ce l'hai?».
«Sì, quella sì, ma non credo che ti possa interessare. Le si vede solo il viso».
«Oh, aspetta, sento una macchina avvicinarsi. Finalmente è arrivato Lucio».
«Meno male, ero quasi pronto per richiamarlo ancora. Se non rispondeva nemmeno questa volta facevamo come hai detto tu: fifty fifty e ciao belli».
«Bè dai, fammi vedere sta maialona prima che arrivi Lucio!».
«Tò, contento?!?».
...
...
...
«Faina, perché Lucio è in macchina con gli slavi?».
...
...
...
«Ehi, Faina. Puoi spiegare tu a questi nostri amici che è stata tutta una tua idea quella di rubare la loro roba? E tu Giova, ricordati bene questo: mai andare a letto con la moglie degli altri, perché prima o poi il cornutone ti scopre e poi sono cazzi tuoi. Vero Faina?».


 Lüserta

Distesa al sole estivo, la regina assimilava calore nel suo corpo freddo e immobile. Una statua viva, splendente sotto i riflessi della luce che irradia la valle. I suoi occhi, fessure inscrutabili che fissano il mondo con sguardo altezzoso e severo. Lei è la regina di tutte le terre che partono dal promontorio di Massogrande fino a Boscoalto; un territorio vasto più di quanto la Grande Aquila Rossa possa scrutare con il suo sguardo da predatore. I sudditi della regina non bramano altri territori, perché in quella valle c'è tutto ciò di cui hanno bisogno. Il cibo abbondante e l'inverno mai troppo rigido, fanno del regno della regina Lüserta il paradiso perfetto per il suo popolo. La Valle delle Lucertole: l'ultimo baluardo dell'antico popolo dei sauri.

martedì 18 agosto 2015

BOIA CHI MENTE

Eccoci di nuovo qui nella Mente; oggi ho ideato per voi un semplice gioco che spero vi possa piacere, che magari chissà, potrebbe diventare una rubrica periodica di questo povero blog. 


Lo scopo del gioco è semplice: il Re (cioè il sottoscritto) ha dato ai suoi cavalieri (voi) un compito da portare a termine, purtroppo però, avete fallito miseramente e dovrete inventare una scusa plausibile per evitare di finire con la testa sul ceppo del boia. Per creare una storia credibile dovrete dare sfogo a tutta la vostra immaginazione, senza incolpare nessun altro cavaliere o personaggio (poi vi spieghi di chi parlo). Dovrete inventare storie molto vaghe e magari articolate, in modo che magari il Re possa perdere il filo del discorso o deridervi e avere pietà di voi. Fate come meglio credete.
  
Per dare contenuto alla vostra storia sarete però obbligati a utilizzare non meno di tre parole tra tutte quelle che vi elencherò qui sotto, dato che ci troverete personaggi, oggetti o luoghi che potrete utilizzare per crearvi una balla di proporzioni epiche. Ricordatevi di scrivere tali parole in MAIUSCOLO ogni volta che le scrivete; potete utilizzare tutte le parole che volete, anche quelle già usate da altri cavalieri, l'importante è di sfruttarle al meglio. Il cavaliere o i cavalieri che non convinceranno del tutto il Re saranno giustiziati, quindi occhio al BOIA. Capito tutto? Speriamo.
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"Cavalieri, il compito che vi ho dato era semplice, dovevate portarmi la testa destra del Drago a Due Teste della Valle dei Draghi a Tre Teste. Perché allora vi vedo tornare a mani vuote? Forza, spiegate al vostro Re come avete fallito il semplice compito a voi assegnato, prima che il boia faccia parlare la sua scure al vostro posto!"

LISTA DELLE PAROLE: Panda rossa - una casetta piccolina in Canadà - muco di troll - Mago Merlotto - Drago a Due Teste Destre - Abisso Senza Fondo - Cavaliere Silvius - cavallo zoppo - somaro zoppo - gallina zoppa - Gianni Morandi - Principessa col Pisello - Osteria "La Lurida" - La Spada nella Fossa - Gran Torneo di Briscola Scoperta - la bocciofila - Strega Uga - il Castello Ululì - il Lupo Ululà - brodo di gallina vecchia - lancia "La Lancia" - Fantasma Formaggino - concerto dei Litfiba -  una zebra a pois - rutto bitonale - Satana - Lo Zecchino d'Oro.

martedì 11 agosto 2015

Andiamo con calma

Se nell'ultimo periodo scrivo meno post, un motivo c'è. Ed è questo:


Dove vivo io, nella "leggermente" afosa Palude Padana, sembra di stare in pieno deserto, durante l'estate più calda degli ultimi 2 miliardi di anni, tipo. C'è così caldo che mi sudano pure le orecchie e di stare davanti al PC che scalda come una centrale termonucleare, sinceramente, non ne ho voglia; quindi i miei passaggi qui su saranno molto ristretti durante le settimane a venire, sperando in una piccola glaciazione magari. Nel frattempo volevo raccontarvi della bella domenica che ho passato al:


Tra metallari, birra e ottima musica - per quelli che apprezzano il genere- è stata proprio una bella manifestazione. Senza problemi, godibilissima da chiunque e molto ben gestita. Voi siete andati o andrete a qualche evento, durante questa afosa estate duemilaequindicina?