L'iconicità nei personaggi videoludici è fondamentale; devono avere un carattere e una personalità ben delineata, in modo che possano risultare il più possibile verosimili. E non è semplice. Perché riuscire a dare spessore ad un personaggio di fantasia richiede abilità, non è cosa da tutti. Non basta riempirlo di muscoli e mettergli in bocca solo volgarità, di quello sono capaci tutti, specialmente gli americani. Bisogna scavare più a fondo e dargli un passato, fargli vivere dei traumi magari, pensarlo come se fosse davvero una persona e capire gli stati d'animo che prova in quella data situazione. E di questo i giapponesi sono maestri.
Snake di MGS, a parere mio è il personaggio meglio riuscito in assoluto.
Da sempre, la serie di Metal Gear, ci mostra personaggi caratterizzati in modo fantastico, con personalità ben distinte e uniche, a volte pure un pò troppo sopra le righe, ma ognuno di loro è in qualche modo unico.
Soffrono, muoiono, provano paura e gioiscono: ogni avvenimento nella sceneggiatura del gioco li segna dentro e li rende sempre più completi. Più complessi.
Ovviamente è tutto merito di chi sta dietro al progetto del gioco e scrive la trama (Kojima Ciccio-Jima) ma allora, perché non tutti i giochi hanno protagonisti memorabili? Perché ci sono personaggi, magari di giochi pure famosi, con la personalità di un comodino?
E poi ci sono le eccezioni.
E poi ci sono le eccezioni, personaggi divenuti fin da subito iconici non per la personalità, ma per ciò che rappresentano. Come Link, il protagonista della serie The Legend of Zelda. Lui che non ha bisogno di parlare per farsi capire, poiché Link è ognuno di noi. E' il vettore con cui viviamo l'avventura, la nostra mente è la sua mente, le nostre paure sono le sue paure. Link rappresenta il nostro coraggio nell'affrontare l'ignoto. Per questo motivo ogni capitolo di Zelda, se si riesce a creare un legame con Link, diviene unico per ogni giocatore.
Ma forse i miei sono solo i vaneggi di un pazzo, i videogiochi sono solo videogiochi e non abbiamo bisogno di personaggi memorabili. A noi ci basta sparare online.
Il protagonista del videogioco più popolare del momento. No, davvero.
C'è stato un tempo in cui le si trovavano ovunque, sembravano inarrestabili; in ogni casa dove ci fosse un bambino, ma a volte anche più di uno, c'erano scatole di latta ricolme di centinaia di queste macchinine troppo ristrette. Ai genitori bastava sentirle nominare per avere crisi di panico e gettarsi nello sconforto. Era l'epoca buia delle Micro Machines, i veicoli in scala più piccoli mai messe in commercio, talmente piccole che per casa te le potevi ritrovare ovunque. Che se il nonno non stava attento a sedersi sul divano accanto al nipote che giocava, rischiava di ritrovarsi una macchinina su per il cul...Ma poi all'improvviso sono sparite dagli scaffali e il nonno è potuto tornare a sedersi tranquillamente.
Le prime Micro Machines vennero messe in commercio nel 1986, prodotte dalla Galoob e create dall'inventore Clem Heeden. Sono diventate molto famose per gli spot interpretati da John Moschitta Jr. detentore, all'epoca, del primato mondiale come parlatore più veloce del mondo.
Quando agli inizi degli anni 90 la Galoob rischiava il fallimento, cercò di incrementare le vendite portando sul mercato quasi 50 serie di Micro Machines all'anno.
Io avevo la portaerei e quasi tutti i mezzi militari della foto.
L'indimenticabile Camper Van City.
Ma nel 1999 venne comprata dalla Hasbro che continuò a produrle, anche se con qualche modifica, fino al 2007. Anno della morte delle Micro Machines, che i bambini di oggi non giocano più, nascono già grandi e imparati. E peccato, perché mi sarebbe piaciuto vedere quali meraviglie avrebbero prodotto in questi anni e quali licenze avrebbero preso.
Bellissimo C-3PO con in mano la gamba.
Star Trek non mi è mai piaciuto.
Le fighissime serie di Alien...
...e di Predator.
Negli anni sono usciti moltissimi playset di ogni genere, come:
Quelli militari sono tra i miei preferiti.
E potrei continuare a postare foto per delle ore, visto che sono usciti centinaia di playset tutti diversi.
Con la fine delle Micro Machines si è perso un mondo in miniatura, curato in ogni dettaglio e divenuto oggetto di culto tra i collezionisti di tutto il mondo. Se per caso doveste averne ancora qualcuna per casa aspettate prima di buttarla via, mi raccomando. E ora dite ai bambini di oggi che si tengano pure la loro Peppa Pig e Ben Ten, che se li sognano giocattoli come i nostri.
Prima di concludere però, c'è tempo per qualche ultima foto.
Queste erano una nostra esclusiva. Che se non le collezionavi come minimo ti facevi due anni a San Vittore.
Insuccesso al botteghino, deriso da tutti gli amanti del videogioco e dagli stessi attori, ma divenuto ugualmente un cult. Eccovi la recen(t)sione di
Uscito nel 1993, è il primo film della storia tratto da un videogioco e secondo il mio parere, pure uno dei più divertenti e ben riusciti. Ora potete pure dirmi che non capisco nulla e che il film fa pena, ma se riuscite a guardare oltre all'estetica cyberpunk e "seriosa" della pellicola, vi accorgerete che non si poteva fare altrimenti per riuscire a portare sul grande schermo Super Mario. Perché vedere un attore saltare su delle tartarughe e mangiare funghi che lo fanno diventare gigante, a essere sinceri, non è così divertente come vederlo fare nel gioco. Soprattutto se pensate alla struttura dei livelli, fatti di lunghi stage pieni di piattaforme e scatole volanti contenenti oggetti di vario tipo. Diciamocelo, nella realtà non funzionerebbe.
Eh, appunto.
Quindi, ecco spostare tutto in un mondo cyberpunk più simile a Blade Runner (ma trash, molto più trash) e con personaggi poco raguardevoli e molto poco colorati; insomma l'esatto opposto dell'originale. E a mio avviso funziona bene.
Il film inizia parlando del meteorite che miliardi di anni fa estinse i dinosauri, o almeno così si crede, perché ci viene mostrato come nella realtà abbia diviso il mondo in due dimensioni: una dove i dinosauri vivono tutt'ora e si sono evoluti in umanoidi e l'altra, la nostra, dove li si crede estinti.
In seguito si ritorna ai giorni nostri, dove da un tombino esce una donna con in braccio una misteriosa capsula con incastonata una pietra. Arrivata davanti alla porta di una chiesa, abbandona il fardello e fugge via; una suora raccoglie l'involucro che si scopre contenere un uovo che immediatamente si schiude e da cui esce una bambina. La donna nel frattempo è tornata nelle fogne ma viene trovata da un Koopa (nel gioco erano le tartarughe, qui sono degli uomini-dinosauro con la testa spropositatamente piccola) che chiede della pietra. Nasce una collutazione tra i due e quando lei cerca di tirargli addosso una trave del soffitto (si, esatto una trave), il Koopa fa crollare tutto uccidendo la donna.
I Koopa del film...
...e quelli del gioco. Uguali proprio.
Passano venti anni e nello stesso luogo del crollo una paleontologa di nome Daisy Toadstool, cerca in tutti i modi di bloccare i lavori in corso dopo la scoperta di strani scheletri di dinosauri. Ma il cantiere è di proprietà del malavitoso Anthony Scapelli e mettersi contro di lui risulterà pericoloso; nel frattempo la ragazza scampa alla cattura di due strani individui mandati dallo zio Koopa (Re koopa) e casualmente incontra così i fratelli Mario, Mario e Luigi Mario ("Abbiamo tre Mario e un Luigi"). Come nei più classici dei casi, Luigi chiede subito a Daisy di uscire fuori a cena insieme al fratello e la sua ragazza, Daniela. Finita la cena, molto romanticamente, Daisy porta Luigi in camp...a vedere gli scavi archeologici nelle fogne, ma scoprono due uomini di Scapelli che fuggono dopo aver sabotato le tubature dell'acqua nell'intento di rovinare il giacimento fossile e secondariamente di guadagnarci con l'intervento dei suoi idraulici. Ma i due piccioncini non si danno per vinti e in pochi secondi arrivano a casa di Mario, gli chiedono aiuto, ritornano nelle fognature prima che tutto venga allagato e sistemano il danno; Nel frattempo però, i due scagnozzi di Koopa entrano in scena e rapiscono Daisy, i nostri cercano di salvarla ma i tre spariscono dietro un muro di roccia, dal quale per un breve istante fuoriesce la testa di Daisy che grida aiuto, ma Luigi non la raggiunge in tempo e riesce solo a strapparle la misteriosa pietra che la ragazza porta al collo. I fratelli esitano un'attimo e poi si tuffano attraverso la parete di roccia, che risulta essere in realtà un portale per le due dimensioni: la nostra e quella dei dinosauri. Appena giunti in questo strano mondo, i due vengono derubati della pietra di Daisy da un donnone alto due metri che fugge via saltando con dei stivali a razzo. Nella confusione di ciò che li circonda, in questa città sporca e abitata da strani uomini-rettile, i due incontrano Toad, un punk che canta canzoni contro Re Koopa.
Questo è Toad nel film. Da notare la phiga alle sue spalle. Un bocconcino.
Mentre questo è Toad nel videogioco. Due gocce d'acqua.
Neppure il tempo delle presentazioni, che vengono tutti arrestati dalla polizia e condotti alla centrale, dove vengono informati dallo stesso re in quale luogo si trovino e chiede a loro dove sia finita la pietra. Da qui in poi il film ve lo dovete guardare voi, che mica posso raccontare ogni cosa, non sono mica WIKIPEDIA.
Il film ha incontrato fin da subito mille difficoltà, primo tra tutti il fatto che l'attore che avrebbe fatto la parte di Mario (Danny DeVito) ha rifiutato, quindi si è pensato per Tom Hanks (si, esatto) ma nonostante avesse già firmato il contratto, chiese troppi soldi e allora no grazie, avanti un altro. Fu allora la volta di Bob Hoskins; in seguito affermò più volte che firmare quel contratto sia stato l'errore più grande della sua vita. Esagerato.
Bob Hoskins dopo aver visto il film per la prima volta.
Neppure per la parte di Re Koopa, interpretato poi da Dennis Hopper, trovare l'attore fu semplice. Vennero chiamati da prima il super palestrato Arnold Schwarzenegger e in seguito, reduce da Batman, Michael Keaton. Per entrambi fu un bel, ma anche no, grazie.
"Ce l'ho sulla punta della lingua.."
Anche la sceneggiatura cambiò più e più volte, passando anche sotto le mani di Barry Morrowd, il co-sceneggiatore del film premio Oscar Rain Man. Alla fine però, venne scelta quella della coppia Rocky Morton e Annabel Jankel, con una visione più cupa e dark, che con il gioco originale non è neppure parente alla lontana.
In alto il classico vota Berl...Koopa.
Quella sostanza gialla che ricopre la ringhiera è il vecchio re. Sì, davvero.
Le riprese, che originariamente dovevano essere di 5 settimane, si prolungarono a più di 15, stremando il cast che per lo sconforto si buttò nell'alcol. Sul serio. Famoso è l'incidente provocato da un ubriaco John Leguizamo (Luigi) che, alla guida di un furgone, frenò talmente bruscamente che il collega Bob Hoskins si schiantò ferendosi a una mano.
"Sono stato io a fare questo?"
Nonostante tutto però, io continuo a considerarlo un classicone che vi consiglio vivamente di vedere, magari non in modo critico ma prendendolo semplicemente per quello che è. E cioè una grandissima cazz...