Se i Transformers (nota linea di giocattoli aventi per protagonisti dei robot che si trasformano in veicoli e non solo), si dovessero incontrare casualmente con i personaggi Disney (animali antropomorfi capitanati da un topo filonazista che adopera manodopera minorile in paesi del terzo mondo per produrre gadget di merda che vanno a ruba tra le ragazzine di tutto il mondo per la loro pucciosità) vi siete mai chiesti che cosa ne verrebbe fuori? No? Nemmeno io fino a dieci minuti fa. Poi ho scoperto questo:
L'agghiacciante crossover Transformers/Disney.
Tra il 2009 e il 2010, uscirono per il mercato giapponese 3 Transformers con le fattezze di altrettanti personaggi del mondo Disneyano. Per la precisione:
Mickey Mouse Trailer
Sorta di Optimus Prime/Convoy, trasformabile nel camion della monnezza.
Donald Duck Holiday Vehicle
Un Paperino che ricorda vagamente Bumblebee/Bumble/Maggiolino.
Lo skateboard sulla capotta è appunto uno skateboard gigante che il robot può usare.
I primi due fanno parte della linea Transformers Disney Label (che...Fantasia) mentre l'ultimo appartiene alla linea Transformers Disney-Pixar Label e stiamo parlando ovviamente di:
Buzz Lightyear Spaceship
Che, appunto, si trasforma in astronave.
Ma non è finita qui, perché basta una leggera mano di colore e i tre modelli ti diventano: la versione alternativa di Halloween...
Mickey Mouse Trailer Halloween Edition
Donald Duck Holiday Vehicle Halloween Version
...poi quelle finto vintage...
Mickey Mouse Trailer Monochrome
Donald Duck Holiday Vehicle Monochrome
...e quelle cromate o colori alternativi. Tanto non cambia nulla, rimangono sempre i soliti 3 modelli quindi evito di farveli vedere. In conclusione cosa si può dire di questi fantomatici Transformers Disney Label?
Prego ragioniere, facci lei.
L'iconicità nei personaggi videoludici è fondamentale; devono avere un carattere e una personalità ben delineata, in modo che possano risultare il più possibile verosimili. E non è semplice. Perché riuscire a dare spessore ad un personaggio di fantasia richiede abilità, non è cosa da tutti. Non basta riempirlo di muscoli e mettergli in bocca solo volgarità, di quello sono capaci tutti, specialmente gli americani. Bisogna scavare più a fondo e dargli un passato, fargli vivere dei traumi magari, pensarlo come se fosse davvero una persona e capire gli stati d'animo che prova in quella data situazione. E di questo i giapponesi sono maestri.
Snake di MGS, a parere mio è il personaggio meglio riuscito in assoluto.
Da sempre, la serie di Metal Gear, ci mostra personaggi caratterizzati in modo fantastico, con personalità ben distinte e uniche, a volte pure un pò troppo sopra le righe, ma ognuno di loro è in qualche modo unico.
Soffrono, muoiono, provano paura e gioiscono: ogni avvenimento nella sceneggiatura del gioco li segna dentro e li rende sempre più completi. Più complessi.
Ovviamente è tutto merito di chi sta dietro al progetto del gioco e scrive la trama (Kojima Ciccio-Jima) ma allora, perché non tutti i giochi hanno protagonisti memorabili? Perché ci sono personaggi, magari di giochi pure famosi, con la personalità di un comodino?
E poi ci sono le eccezioni.
E poi ci sono le eccezioni, personaggi divenuti fin da subito iconici non per la personalità, ma per ciò che rappresentano. Come Link, il protagonista della serie The Legend of Zelda. Lui che non ha bisogno di parlare per farsi capire, poiché Link è ognuno di noi. E' il vettore con cui viviamo l'avventura, la nostra mente è la sua mente, le nostre paure sono le sue paure. Link rappresenta il nostro coraggio nell'affrontare l'ignoto. Per questo motivo ogni capitolo di Zelda, se si riesce a creare un legame con Link, diviene unico per ogni giocatore.
Ma forse i miei sono solo i vaneggi di un pazzo, i videogiochi sono solo videogiochi e non abbiamo bisogno di personaggi memorabili. A noi ci basta sparare online.
Il protagonista del videogioco più popolare del momento. No, davvero.
C'è stato un tempo in cui le si trovavano ovunque, sembravano inarrestabili; in ogni casa dove ci fosse un bambino, ma a volte anche più di uno, c'erano scatole di latta ricolme di centinaia di queste macchinine troppo ristrette. Ai genitori bastava sentirle nominare per avere crisi di panico e gettarsi nello sconforto. Era l'epoca buia delle Micro Machines, i veicoli in scala più piccoli mai messe in commercio, talmente piccole che per casa te le potevi ritrovare ovunque. Che se il nonno non stava attento a sedersi sul divano accanto al nipote che giocava, rischiava di ritrovarsi una macchinina su per il cul...Ma poi all'improvviso sono sparite dagli scaffali e il nonno è potuto tornare a sedersi tranquillamente.
Le prime Micro Machines vennero messe in commercio nel 1986, prodotte dalla Galoob e create dall'inventore Clem Heeden. Sono diventate molto famose per gli spot interpretati da John Moschitta Jr. detentore, all'epoca, del primato mondiale come parlatore più veloce del mondo.
Quando agli inizi degli anni 90 la Galoob rischiava il fallimento, cercò di incrementare le vendite portando sul mercato quasi 50 serie di Micro Machines all'anno.
Io avevo la portaerei e quasi tutti i mezzi militari della foto.
L'indimenticabile Camper Van City.
Ma nel 1999 venne comprata dalla Hasbro che continuò a produrle, anche se con qualche modifica, fino al 2007. Anno della morte delle Micro Machines, che i bambini di oggi non giocano più, nascono già grandi e imparati. E peccato, perché mi sarebbe piaciuto vedere quali meraviglie avrebbero prodotto in questi anni e quali licenze avrebbero preso.
Bellissimo C-3PO con in mano la gamba.
Star Trek non mi è mai piaciuto.
Le fighissime serie di Alien...
...e di Predator.
Negli anni sono usciti moltissimi playset di ogni genere, come:
Quelli militari sono tra i miei preferiti.
E potrei continuare a postare foto per delle ore, visto che sono usciti centinaia di playset tutti diversi.
Con la fine delle Micro Machines si è perso un mondo in miniatura, curato in ogni dettaglio e divenuto oggetto di culto tra i collezionisti di tutto il mondo. Se per caso doveste averne ancora qualcuna per casa aspettate prima di buttarla via, mi raccomando. E ora dite ai bambini di oggi che si tengano pure la loro Peppa Pig e Ben Ten, che se li sognano giocattoli come i nostri.
Prima di concludere però, c'è tempo per qualche ultima foto.
Queste erano una nostra esclusiva. Che se non le collezionavi come minimo ti facevi due anni a San Vittore.