lunedì 28 aprile 2014

Museica, l'arte di Caparezza

La cover di Museica, dipinta da Domenico Dell'Osso.
Più che un disco, una visita nel museo personale creato appositamente per noi dall'artista: un Caparezza più carico che mai, che in 17 tracce (19 con l'intro e l'outro) trasporta gli ascoltatori attraverso un mondo dalle atmosfere oniriche. Ogni traccia è come se fosse un quadro in questo museo mentale, in cui tutte le canzoni sono state ispirate dalle sensazioni provate osservando famose opere d'arte. E quello che ne viene fuori è un lavoro sublime, profondo, mai scontato proprio come i lavori precedenti; ma forse questa volta le sensazioni che si provano sono più forti. Un sound accattivante che miscela sonorità metal a musica folkloristica, melodica a quella quasi dub-step o funky una sperimentazione riuscita più che in passato.
I testi sono ricolmi di riferimenti e giochi di parole (lo stesso titoli è formato dalle parole museo, sei come il suo sesto album e musica) ed è proprio il suo punto forte, dando dimostrazione di una profonda cultura a tutto tondo. Chi lo segue da tempo, si accorgerà subito del cambiamento, della maturità del cantautore: lui che non è mai stato bollato pienamente come rapper, con questo album afferma marcatamente la differenza. Un lavoro maturo e venuto dannatamente bene, dove Caparezza si è voluto esporre e mettere a nudo; si è messo in gioco fino in fondo credendo in questo suo lavoro, arrivando a diventarne per la prima volta il produttore.



"Quando riuscirai a vedere l'insieme di quello che ho in mente oso sperare che ne riceverai una buona impressione" 
 Vincent Van Gogh

giovedì 24 aprile 2014

Gargoyles, una serie epica

Gargoyles, da noi nota come "Gargoyles, il risveglio degli eroi", è una serie prodotta tra il '94 e il '97 dalla Disney, che si distingue per le tematiche cupe e mature.


La storia gira attorno a un gruppo di Gargoyles (creature che si trasformano in pietra di giorno e tornano normali di notte) che per colpa di una maledizione lanciatagli da un mago, sono costretti a rimanere di pietra fino a quando il loro castello non sarà arrivato oltre le nuvole. Ok, mi spiego meglio: nell'antica Scozia gli abitanti del castello di Wyvern, sono costantemente sotto attacco degli invasori vichinghi e solo l'intervento dei Gargoyles riesce a sventarne la conquista. Purtroppo tali creature non sono viste di buon occhio dagli abitanti del castello e il giorno in cui il capitano della guardia reale si rivelerà un traditore, lasciando che i vichinghi conquistino il castello, verranno ingiustamente creduti responsabili e maledetti dall'arcimago Magus.


Tale maledizione impedisce a loro di poter tornare di carne fino al giorno in cui il castello sarà salito oltre le nuvole. Come per dire, chi visse sperando morì...


Dopo mille anni, un ricco magnate americano entrerà in possesso del  Grimorum Arcanorum, il libro magico in cui è scritta la leggenda dei Gargoyles. Ovviamente come tutti i magnati pieni di soldi cosa farà? Semplice, compra il castello di Wyvern in Scozia e se lo fa spedire in America e ricostruire in cima al suo palazzo.

Poco megalomane.
Così facendo la maledizione si spezza e i Gargoyles ritornano in vita nel bel mezzo di Manhattan. Ma giusto un puntino incazzati per il trattamento subito.


Dopo varie peripezie, Golia il leader del gruppo, decide che ora saranno i protettori della città e lotteranno contro le forze del male.

Stringendo pure amicizia con Elisa Hudson, una poliziotta di New York.


Golia, il protagonista della serie e Dèmona la sua "ex", sono gli unici gargoyles con un nome, tutti gli altri si chiamano tra di loro fratello e sorella; sarà solamente dopo il loro risveglio a New York che decideranno di averne uno prendendo spunto dalle varie zone della città.

Dèmona la cattiva e Golia il pirla.
Hudson, il più vecchio e saggio.
Broadway, quello ciccio e simpatico.
Brooklyn, il mio preferito.
Lexington, il più giovane della cumpa.

Bronx, il cane da guardia.
La regia della serie è stata curata da Kazuo Terada e Saburo Hashimoto, mentre la storia è stata scritta da Michael Reaves e Eric Luke. Il character design dei personaggi è di Kazuyoshi Takeuchi e Kenichi Tsuchiya, gli sfondi sono invece stati realizzati da Hiroshi Ohno. Furono fatte tre serie ma solo le prime due sono state accolte benevolmente dal pubblico, mentre la terza è stata addirittura considerata non canonica e quindi non presa in considerazione ai fini della trama principale. Colpa di un cambio di produzione e l'esclusione dal progetto dei suoi ideatori originali. Brava Disney.

"Acciderbolina!"
Furono fatte diverse serie a fumetti, sia Disney che Marvel ma nessuna ebbe un grande successo.


Chi come il sottoscritto seguiva i cartoni alla TV, avrà sicuramente dei bei ricordi di esso, una trama molto seriosa e intrigante rispetto la media delle produzioni dell'epoca, lo hanno reso un cult con milioni di fun in tutto il mondo. E come dargli torto, ormai produzioni del genere le possiamo trovare solo in Giappone, ed infatti Gargoyles è stato diretto proprio da giapponesi. Una serie che vi consiglio di rivedervi al più presto, che anche dopo anni riesce ad incantare per la profondità e la maturità dei contenuti.  

mercoledì 23 aprile 2014

Mighty Max, l'eroe tascabile

Il padre di Max gli diede il suo vecchio berretto da baseball. Fu un guaio: non era un normale berretto da baseball.. "Guarda che affare" Max pensò mentre girava la tonda visiera sul lato.. "AAAARGH!" Improvvisamente, il mondo era diventato misterioso e molto ostile! Il berretto aveva cambiato colore! Qualcosa di molto strano stava accadendo! Era capitato in una Zona Paurosa. Inciampando da un'avventura terrificante ad un'altra con i soli indizi enigmatici ad aiutarlo a sfuggire... Era del tutto solo... Era spaventato... Ma era il Possente Max, e sarebbe tornato indietro in qualche modo!



Questa è la storia di base della prima serie di giocattoli di Mighty Max: piccoli playset racchiusi in gusci a forma di teste mostruose, con all'interno personaggi in miniatura diversi per ogni tema del guscio.



Le più famose sono le Doom Zone (Gusci Orribilosi)



Ma oltre alle Doom Zone, c'erano pure le Horror Heads (Mini Gusci Orribilosi), più piccoli di dimensioni ma uguali nel contenuto.




Questo sono sicuro di averlo avuto.
Frankenstein con il muco al naso non si può proprio vedere.
Poi fecero le Monster Heads, ancora più piccoli delle Horror Heads.  


Queste non erano dei playset ma semplici teste vuote.
E visto che a quelli di Mighty Max, piaceva fare le cose in miniatura, giusto perché così i bambini vi ci soffocavano meglio, hanno pensato bene di fare le Dread Heads (Teste Orribilose).


E per finire, proprio per i genitori più crudeli, da dare in pasto ai loro bimbi c'erano le Shrunken Heads (Micro Gusci Orribilosi), i più piccoli, i più facili da ingerire, i più tristi playset mai fatti.



Prodotti dalla Bluebird Toys PLC, ditta inglese di giocattoli nel 1992, mentre in America furono distribuiti dalla Mattel. Nel 1993 venne creata una serie animata che portò sostanziali modifiche nella storia e nella caratterizzazione di Max.






"Max è un ragazzo davvero sveglio e sempre pronto a cacciarsi nei guai, dai quali, però ne esce sempre brillantemente. Certo che non dimenticherà mai fin che vivrà il giorno in cui trovò nell'antica statua il suo Berretto Cosmico. Come avrebbe potuto immaginare che lo avrebbe reso tremendamente potente e capace di passare all'istante da un mondo all'altro e da un'epoca all'altra attraverso i Portali del tempo. E come se la sarebbero cavata Mighty Max con il suo Berretto Cosmico e i suoi fedeli amici Virgil e Norman nella sfida con il Signore del Male per eccellenza, Il cavaliere del Teschio Maledetto?" (Eh niente, che alla fine gli fanno il c#*o).