lunedì 14 novembre 2016

I fantastici giocattoli cinesi della Chap Mei Plastic Toys

Scusate la lunga assenza del blog, ma per una settimana ho avuto un incontro ravvicinato del terzo tipo con un virus viuuulente, che mi ha costretto nei migliore dei casi a stare parcheggiato nel letto, nei peggiori invece in un'altra stanza della casa adibita ad evacuare le scorie radioattive. Ora sembra che sia stato finalmente debellato e sono quindi pronto per ricominciare. Bene, dopo questa spiegazione esauriente su come e dove abbia passato la settimana scorsa, posso finalmente parlarvi di una ditta di giocattoli particolare; tutti voi sentendo parlare di giocattoli cinesi proiettate in automatico la mente verso le più strambe schifezze, deliranti fantasie e taroccate farlocche che il genere umano abbia mai prodotto. Bene, cioè male, perché a dire la verità, esiste un'eccezione alla regola, e sto parlando della Chap Mei Plastic Toys.


Fondata nel 1971 a Hong Kong, la Chap Mei ha da sempre una marcia in più rispetto a tante altre industrie cinesi dei giocattoli; non si è accontentata di fare i soliti pupazzini in bilico tra il trash e l'osceno, come abbiamo imparato a vedere con la rubrica Fake in China, ma ha saputo creare delle vere e proprie serie di culto tra gli appassionati del settore. 






Non si hanno molte altre notizie a riguardo di questa misteriosa compagnia cinese, ma vi basti sapere che i suoi prodotti sono venduti in tutti i più grandi negozi di giocattoli del mondo, a fianco di nomi molto più blasonati come Hasbro o Mattel. 





I set Chap Mei sono qualcosa di completamente diverso dalla quasi totalità dei giocattoli moderni, dove il prezzo non è rapportato alla qualità e al volume di prodotto venduto. Per chiarirci: quante volte avete visto un set giocattolo compreso di personaggi, nemici, playset e qualche volta veicoli, tutto venduto assieme? Direi che l'ultima volta siano stati gli anni 90. Ma soprattutto, quante serie di giocattoli escono ancora con un playset, stile Masters, per intenderci?





Il suo essere vintage ma al passo con i tempi, offrendo prodotti di qualità ad un prezzo tutto sommato alla portata di tutti e con una vasta gamma di prodotti differenti, fanno sicuramente della Chap Mei una delle aziende migliori nel settore. 


Ma non è tutto oro quello che luccica, ed è normale che specialmente in passato, molti dei loro prodotti fossero rielaborazioni di giocattoli famosi, come G.I. Joe e pure i dinosauri del terzo Jurassic Park. Usando molto spesso gli stessi stampi, modificandoli all'occorrenza, hanno dato vita a un assortimento di creature e mezzi che nulla hanno da invidiare agli originali. A volte risultando addirittura migliorati sotto molti punti.

Forse.

mercoledì 2 novembre 2016

Jeeg giganti e Daltanious della collana Anime Robot - La Fotorecensione

Innanzitutto mi scuso per la qualità infima delle foto, ma le ho fatte in condizioni di luce davvero sfavorevoli, ed il flash non ha di certo aiutato. Comunque...


L'ultima volta che ho parlato della linea di giocattoli di Shin Jeeg, non ero rimasto di certo colpito per la loro qualità, anzi. Ora però, nonostante non si parli di personaggi giganti in PVC da collezione, ma più semplicemente giocattoloni in plastica, le cose sembrano andare molto meglio.


La scatola presenta le stesse immagini di quelle dei pupazzini più piccoli.


Il retro è spoglio e mostra solo delle immagini di Shin Jeeg con i vari componenti, contornate da frasi come "Vai Jeeg...CUORE E PLASTICA!".


Una volta tolto dalla scatola, il Jeeg classico non è poi così classico. Le gambe sono completamente diverse, come pure tanti piccoli particolari sparsi su tutto il corpo. Il modello è infatti basato su quello presente nella serie Shin Jeeg, con un design molto più spigoloso ed i piedi a ferro da stiro.


Sul retro del robot si notano gli unici punti avvitati, presenti nel torso e nel buco del...


I punti di snodo sono pochi, esattamente come i modelli in PVC per collezionisti. Questa è la classica posizione "altolà al sudore!".


La testa può essere ruotata di qualche grado.


Le gambe si possono volendo aprire, provando a fargli fare la break dance.



Lo Shin Jeeg, protagonista di questa linea, ha un design molto più aggressivo, con tutte quelle punte e spuntoni sparsi per il corpo. In entrambi i modelli sottolineo la buona colorazione, non eccelsa ma stiamo sempre parlando di pupazzoni di plastica da nemmeno trenta euro, contro i modelli in PVC dal prezzo a volte anche quattro o cinque volte superiore.




Purtroppo lo Shin Jeeg è negato per la break dance.


Passiamo ora alla prima uscita della collana da edicola Anime Robot, fatta da uscite quindicinali e avendo come soggetti i vari robottoni degli anni 70 e 80. Daltanious era stato pubblicizzato come in uscita il 2 novembre, ma già da una settimana gira nelle edicole, quindi non sono sicuro che riusciate ancora a trovarlo.


Esattamente come la Go Nagai Collection, i modellini sembrano a prima vista molto carini, ma avvicinandosi meglio si possono notare tante piccole pecche nella colorazione.



Il primo fascicolo l'ho trovato interessante, pieno di curiosità e con la gigantografia del modello, in cui si possono notare le differenze di colorazione che ha la statuina. Personalmente, l'unico motivo per il quale l'ho preso è stata la curiosità, ma se avete intenzione di cominciare la collana sappiate che il piano dell'opera non è ancora stato chiarito. Va bene la prima uscita a cinque euro, ma già dalla terza le cose cambiano, ed il non sapere di quanti volumi è composta è un deterrente a continuarla, specialmente se considerate la qualità/prezzo delle statuine.

In poche parole: promuovo i due Jeeg della Giochi Preziosi, nonostante non siano la perfezione. Se qualcuno è un esperto in colorazione di modellini, sono sicuro che con le dovute modifiche possano essere dei gran bei modelli, mentre la Anime Robot la schivo come ho fatto con la Go Nagai Collection.

lunedì 31 ottobre 2016

Creepy Mind #3


Rieccoci con un altro inquietante appuntamento con la rubrica Creepy Mind, giusto perché oggi è Halloween. Se non avete letto le prime due puntate le potete trovare comodamente QUI e QUA, per tutti gli altri sapete già come funziona: tutti i fatti da me raccontati sono stati vissuti personalmente, o come questa volta da persone a me vicine, non pretendo che crediate agli avvenimenti da me descritti, ma il mondo è anche questo.

Sono venuto a conoscenza di questi avvenimenti parecchi anni dopo il loro svolgimento, durante una chiacchierata tra parenti. Si parlava casualmente di strani avvenimenti, quando all'improvviso mia zia salta fuori con la storia del fantasma che infestava la sua vecchia casa. E a quanto pare ero l'unico che non ne sapeva nulla. Tutto iniziò un giorno qualunque, quando mia madre e mia zia, che da poco aveva dato al mondo mio cuggino (quello che sa un colpo segreto che se te lo dà dopo tre giorni muori), stavano bevendo un caffè, chiacchierando del più e del meno. Poi, di colpo, il fornetto microonde si accende da solo. Il particolare inquietante? Non era collegato a nessuna presa di corrente.

Non avendo vissuto questi avvenimenti di persona, purtroppo molti dettagli o avvenimenti non posso saperli con certezza o novizia di particolari, comunque, prima di proseguire, è meglio che vi spieghi di più su questa "casa infestata".

Il luogo si trova appena fuori dal mio paese, in una borgata di poche case molto vecchie e per la metà abbandonate da tempo. All'epoca, metà anni 90, la casa era appena stata messa in affitto dopo la morte del precedente proprietario; un signore anziano e rimasto vedovo, che i figli portarono a passare i suoi ultimi giorni in una casa di riposo, nonostante lui se ne volesse restare a casa. E forse è stato questo suo attaccamento alla propria abitazione a scatenare gli avvenimenti successivi.

Uno di questi è successo in camera da letto, mentre mia zia stava facendo, appunto, il letto. Al momento di sistemare le lenzuola, il materasso venne schiacciato come se ci fosse adagiato qualcuno, ed il lenzuolo rimase sollevato prendendo la sagoma di una persona coricata.
In seguito, dopo qualche tempo e sempre nella stessa camera, durante la notte il lettino di mio cugino (provvisto di rotelline) si spostava da solo, come se spinto da qualcuno.

Una sera, mentre c'era una cena con altri parenti e non so chi, dalla scala di legno che portava al piano superiore sentirono tutti dei rumori di passi, e l'ombra di un uomo col cappello scendere per poi svanire nel vuoto. Inutile dirvi che la cena non proseguì oltre.

Dopo non molto tempo mia zia decise di trasferirsi, e per tutto il periodo del trasloco per la casa si sentiva odore di putrefazione. Non conosco bene altri dettagli, ma ricordo che si parlava di prove fotografiche della presenza di questa entità, in seguito bruciate per paura da parte di mio padre, che per circa un anno rimase davvero scosso per quello che vide. Dopo il trasloco la casa non è più stata affittata o venduta, e tutt'ora è in stato di completo abbandono.

E per oggi ci fermiamo qui; ricordo che se volete scrivere delle vostre esperienze personali, in modo che poi possa pubblicarle col vostro consenso nella Mente, vi basta mandarmi una mail al mio indirizzo personale, che trovate nelle informazioni. Non mi resta che augurarvi un tetro e spettrale Halloween a tutti, sperando che il Creepy Mind di oggi vi abbia messo addosso la giusta suggestione per vivere al meglio questa serata.