martedì 17 giugno 2014

Prima o poi finisco (credici)

Ho almeno una ventina di giochi che devo ancora finire, una pila di un metro di fumetti da leggere, centinaia di post da voler scrivere, un Gundam Master Grade (MG) ancora da montare, devo ancora finire il secondo capitolo di Before The End e iniziare quello di Black Wolf. E non ne ho il tempo.


Chiamatela pure pigrizia o fankazzismo, non importa, perché devo ammetterlo: è vero, sono pigro e molto probabilmente arriverò in ritardo pure il giorno del mio funerale. Ma sapete una cosa? Ogni giorno, tornato dal lavoro prendo il mio vecchio (e fatiscente) PC e inizio a scrivere. Scrivo quello che state leggendo e quello che leggerete, forse. Perché non ha importanza quanta gente passi nella Mente, non ha importanza se nessuno commenta o se a nessuno interessa quello che ho da scrivere; io scrivo per il gusto di farlo, mi piace e continuerò nonostante la mia pigrizia. Il poco tempo libero che ho lo gestisco in modo da poter avere sempre almeno un paio d'ore per il blog, per trovare argomenti e materiale, per poter iniziare a scrivere i post e cose del genere. Sì sono pure lento a scrivere, ci potrei mettere quasi un'ora per un articolo di 20 righe. Ma sono fatto così, un bradipo in letargo. Ho tante cose arretrate e ancora più cose pronte per essere iniziate, l'unico problema è il tempo, avrei bisogno di giornate fatte da 30 ore. Ma poi mi toccherebbe lavorare di più.

venerdì 13 giugno 2014

Venerdì coin-op IX

Ossa rotte, litri di sangue, colpi mortali e FATALITY!!!


Uno dei picchiaduro più famosi di sempre, sviluppato dalla Midway Games nel 1992 e diretto rivale dell'allora campionissimo di vendite Street Fighter II. A rendere unico Mortal Kombat sono essenzialmente due cose: la grafica creata digitalizzando attori in carne e ossa, ma soprattutto la viuuleeenza esagerata.

La cura definitiva per l'emicrania.
Le mosse molto "realistiche" e la possibilità di uccidere l'avversario una volta vinto l'incontro, grazie alle famosissime e fighissime mosse fatality, diede il via alla solita crociata contro i videogiochi. Associazioni di ogni tipo si schierarono contro il gioco, costringendo gli sviluppatori a "edulcorare" la violenza in diverse conversioni per console casalinghe.


Ma cosa diamine è un Mortal Kombat? Semplice, il classico torneo mondiale di arti marziali che si svolge una volta ogni generazione. Ogni capitolo della saga è collegato con il precedente, seguendo una trama che per comodità NON vi racconto. L'importante è picchiarsi, no?


Sette sono i personaggi utilizzabili:

Sonya Blade - L'unico personaggio femminile del primo capitolo, è un membro dell'Unità Forza Speciali americana. Una dei buoni della serie. 
Jhonny Cage - Cugino di Nicolas Cage Una star di Hollywood che partecipa al torneo per dimostrare che lui è un vero maestro d'arti marziali. Bravo furbone.
Kano - Capo dell'organizzazione criminale Drago Nero, è in fuga da quando ha ucciso un compagno di squadra di Sonya. Lo stron...
Liu Kang - Tipo Bruce Lee, ma più incazzato. Partecipa al torneo per scoprire chi ha ucciso suo fratello, è un monaco Shaolin. Si nota dalla calma, guarda.  
Raiden - Ninja cyborg Il Dio del tuono (non Thor, l'altro Dio del tuono) che cerca di salvare la Terra. 
Sub-Zero - Il ninja blu, assoldato per ammazzare il boss finale Shang Tsung, lo stregone cattivo cattivo che vuole governare il mondo. Peccato che Shang debba prima vincere 10 tornei di Mortal Kombat, altrimenti ciccia.
Scorpions - Il Ninja giallo, è un non-morto al servizio del già citato Shang. Ucciso da Sub-Zero, ora è in cerca di vendetta. Una cosa curiosa è il fatto che a volta, se selezionate Scorpions, può succedere che appaia un misterioso personaggio.
Ermac - "Error Macro" è un errore grafico che a volte può capitare con Scorpions, dovuto a uno sbaglio di programmazione dei colori delle sprite. Il personaggio "segreto" ebbe un tale successo che da Mortal Kombat 3 è divenuto un personaggio giocabile a tutti gli effetti.

"Errore a chi?!?"
E ora dai, tutti a tirare calci e pugni al vento ascoltando la mitica colonna sonora!


giovedì 12 giugno 2014

Siamo vecchi

Io c'ero, ci sono passato e mi ricordo bene di com'era la vita prima degli anni 2000. No, non parlo dell'Euro e della politica; parlo di tutti quegli oggetti d'uso comune che se utilizzassimo oggigiorno, verremmo perculati perfino dal vecchio che passa le sue giornate sulla panchina a dar da mangiare ai piccioni. Gli oggetti che davamo per scontato non cambiassero mai, quelli che con indifferenza all'epoca non calcolavamo, ma che se visti oggi ci fanno pensare a quanto eravamo arretrati.


Oggetti come il Walkman, che leggeva le musicassette. Le che?

Queste, stupido troglodita.
Ci si andava in giro orgogliosi e faceva molto figo averne uno, all'ora. Negli anni 80/90. Ora è già inimmaginabile andare a correre con uno di questi:


Ma se le musicassette ora ce le ha solo tuo nonno in macchina, quelle con tutti i classici delle grandi orchestre, i Walkman e i loro discendenti lettori cd portatili, che fine hanno fatto?

Questa.
Sì, avete ragione anche voi a dire che è il progresso e bla bla bla, il mio è un discorso puramente nostalgico e privo da ogni forma di disaccordo. Però il fascino di certi oggetti, specialmente se legati al nostro passato, non suscita in voi quel leggero velo di malinconia. Bene, sappiate che si chiama vecchiaia e ne siamo tutti affetti. 

Chi lo sa che cosa sono queste?
Ormai non esistono praticamente più, sto parlando delle cabine telefoniche. Quelle puzzolenti e unticce cabine contenenti un telefono pubblico, alimentato prima a gettoni e in seguito con le famose schede telefoniche: oggetti mitologici prepagati con sopra immagini di qualsiasi tipo e pubblicità, ora fanno parte delle collezioni private di vecchi nostalgici.

Una delle ultime cabine. Da notare l'avviso di rimozione.
La scheda di Thor. Con questa chiamavi divinamente.
Ora basta un secondo e le vostre foto sono già sparate nell'Internet taggando persone a volontà, molto spesso accompagnate da effetti speciali e dediche inutili. Siete fortunati, perché solamente una decina d'anni fa avreste dovuto aspettare giorni prima di avere le vostre foto sviluppate; a meno che non aveste con voi una macchina fotografica istantanea: la Polaroid per intendere.


Vorrei tanto vedere qualcuno farsi dei selfie, aspettare che esca la foto, scuoterla e attendere che si sviluppi per poi accorgersi che è venuta mossa. Spettacolo.