mercoledì 18 maggio 2016

Cthulhu Virtual Pet, molto meglio di un Tamagotchi

Se il vostro sogno più recondito è quello di prendersi cura di un piccolo e dolce Cthulhu, allevandolo, nutrendolo, adorandolo e assecondando la sua sete di sangue, allora questa app è fatta apposta per voi.


Disponibile già da parecchio tempo, Cthulhu Virtual Pet è l'evoluzione del famosissimo Tamagotchi dove, al posto di animaletti idioti, ci si deve prendere cura della Terrificante creatura lovecraftiana. Sviluppata da NeuroCreativa, questa applicazione è totalmente gratuita sui vari App Store; non si spendono soldi, ma la pubblicità ogni tanto può apparire, quindi siete avvisati a stare attenti a non pigiare a caso quando esce il banner.


La meccanica è semplice e intuitiva: si parte dalla forma primordiale di Cthulhu, un piccolo polpetto che ha sempre fame o sonno; quindi va nutrito scegliendo tra pesci, lucertole o umani. Faccio senza dirvi cosa gli piaccia di più. Per mantenere il piccoletto sempre allegro si può decidere di fargli compiere determinate azioni, come distruggere città, attaccare navi, terrorizzare persone nel sonno o farlo adorare dai suoi adepti. Perché sì, il nostro dio tascabile ha pure la sua schiera di devoti, pronti a tutto pur di assecondarlo, nonostante lui se ne mangi sempre qualcuno ogni volta che gli girano i cojones. Per ogni azione che si compie vengono spesi dei punti, che vengono accumulati tramite cinque mini giochi diversi. Un'altra cosa carina di Cthulhu Virtual Pet è la semplice ma efficace interfaccia di gioco, che ti consente di sapere in qualsiasi momento lo stato di salute del Terrificante, compreso l'età e il peso. Il mio è obeso. Nella parte inferiore dello schermo è presente una barra che si riempie col passare dei giorni, una volta caricata tutta, Cthulhu passa da essere un grazioso polpetto kawaii alla sua forma classica con gambe, braccia e ali. 

 
 


Cosa dire, se adorate Lovecraft e anche un po' i vecchi Tamagotchi, Cthulhu Virtual Pet saprà come accontentarvi. L'importante è ricordarsi di pulire quando caga.

lunedì 16 maggio 2016

Fake in China 7: la guerra dei tarocchi

Per scusarmi della forzata assenza dal blog, causa mancanza di tempo, vi ho preparato un nuovo capitolo dell'infinita saga di Fake in China, la rubrica più tarocca dell'Internet. Cosa si nasconde nei meandri degli scaffali dei negozietti cinesi? Quali altre meraviglie dell'ignoranza hanno fabbricato? Tenetevi pronti, perché il viaggio sta per iniziare.


Quando i Transformers incontrano gli Angry Birds, ma lungo il tragitto hanno un incidente, ne viene fuori questo povero Angry Birds Deformation. Talmente brutto da fare quasi tenerezza. Ho scritto quasi.

Turly-Gang, il giocattolo più gaio dell'universo.

Pocahontas, la principessa guerriera forgiata dal fuoco di mille battaglie. Ah no, aspetta, quella era un'altra.

Anche Ultraman è passato al lato gaio della forza. Per l'occasione ha assunto pure la posizione della "pistola sparabolle di sapone".

Adventure Man, il cugggino povero di Rambo.

Manca solo il tipo delle pubblicità delle suonerie del telefonino e abbiamo raggiunto il top del trash.



"The best gift for children" recita lo slogan. Ovvio, perché comprargli un set LEGO o la Play, quando puoi prendere a tuo figlio la super pistola spaziale di Winnie-the-Pooh!

Il pupazzino più pezzente di tutti, talmente pezzente da non meritarsi nemmeno una grafica sulla confezione.

Quando Toy Story viene ambientato nel mondo di Mad Max. "Verso il Valhalla e oltre!"

Jurassic Gang-Bang, nei migliori cinema zozzi della tua città. 

 Dopo il casino della Civil War, gli Avengers cercano nuovi membri per la squadra. Qui si è presentato Ben 10 affetto dalla febbre del sabato sera.


Qui invece hanno voluto esagerare, tirando in ballo pure il figlio del Grande Boss Astrale.

Ma alla fine hanno deciso: tremate forze del male, perché sono arrivati Masha e Orso a rompervi il chiulo!


Gli altri Fake in China:
 

martedì 10 maggio 2016

La vostra opinione su...le saghe infinite

Leggete bene, ho scritto saghe, non seghe. Comunque: quante volte avete seguito un qualcosa, che fosse una serie TV, un manga o fumetto occidentale e avete pensato "che due palle, non finisce piu"? A me è capitato spesso, ed infatti è uno dei motivi per cui ho smesso di seguire poi quella tal cosa. Perché diciamoci la verità, le cose belle prima o poi devono finire, altrimenti col tempo tendono a diventare noiose, ripetitive, un continuo trascinarsi da nessuna parte, portando la trama ad un punto morto. Vedi la saga di One Piece, partita come un viaggio alla ricerca del tesoro di Gold Roger, ma che dopo 740 episodi e 11 stagioni deve essere ancora trovato. Anzi, del tesoro non ne parlano nemmeno più, come se quello fosse stato solo il pretesto per iniziare questo viaggio infinito senza una vera e propria meta; pensandoci bene però, se ad un certo punto avessero trovato effettivamente il tesoro, decidendo di continuare comunque con il viaggio, la storia si sarebbe potuta protrarre per altre 200 puntate senza darmi problemi. Ma porco pene, più di 700 puntate (con annessi 80 e passa volumi del rispettivo manga) mi sembrano davvero eccessivi. Va bene il successo, va bene la montagna di denaro che gira attorno all'opera ed i suoi derivati, come videogiochi e merchandising vario, ma veramente: basta!



  
Seguaci di One Piece, non offendetevi, ho usato il vostro fumetto preferito solo come esempio, ma potrei dire lo stesso di Conan. No, non il ragazzo del futuro, ma il detective trasformato in bambino che da oltre 800 puntate vuole scoprire come tornare adulto. Passando poi per le serie TV, come non citare il famigerato The Big Bang Theory, arrivato a quota 200 e passa puntate: una vera gallina dalle uova d'oro, che ha trasformato in novizi nerd milioni di ragazzi. Per concludere, penso che a tutto ci debba essere un limite, perché portare avanti un progetto in modo indefinito senza sapere quando o come finirà, con il solo scopo di guadagnare più denaro possibile, alla lunga compromette la qualità generale dell'opera. Ci sono intere serie, sia a fumetti che non, rovinate da finali sbrigativi o inconcludenti, fatti giusto per obbligo verso i pochi ancora interessati a tale prodotto. Per non parlare poi, di tutte quelle serie che un finale neppure ce l'hanno. E voi, cosa pensate delle seghe infinite?