Quello che andrete a leggere non sarà un semplice post, ma un'ascesa nell'Inferno Dantesco. Un tour tra i gironi infernali, dove alla fine del viaggio non troveremo l'amor che move il sole e l'altre stelle, ma solo un desolante senso di vuoto e una sola domanda: perché?
Tipo così, ma peggio.
Benvenuti nell'Inferno infernale di Hello Kitty
Nei suoi occhi vedo il male supremo.
Questo abominio col fiocchetto in testa ha il dono dell'ubiquità, lo possiamo trovare ovunque, in qualsiasi momento e luogo. Il suo maledetto muso è stampato su milioni di cose e noi ne siamo circondati, questa cari miei è un'invasione in piena regola: e siamo dannatamente fottuti.
La poveretta cerca invano di chiamare i soccorsi...
In principio erano solo gli articoli per bambine, ma senza neppure accorgicene ci siamo ritrovati completamente circondati; non esiste prodotto sulla faccia della Terra senza una versione con stampato sopra la maledetta gatta. Nessuno. E oggi ve lo dimostrerò.
Veicoli marchiati (HELL)o Kitty.
Gli estintori. Cioè, ripeto: ESTINTORI!
Gli hanno pure dedicato un Super Robot Chogokin. Ma porc...
Credo che questo possa essere almeno stimolante...
Lapidi e bare per animali. Sì, davvero.
C'era proprio bisogno?
Sì, non dite nulla. Le immagini parlano da sole.
Ok la banana, ma perché un calamaro essiccato?!?
Ehm...
Potrei andare avanti all'infinito, ma credo che basti. Avete capito che non possiamo fermare l'avanzata di questa calamità rosa, mi dispiace ammetterlo ma è così. Hello kitty ha vinto.
Degli Extreme Dinosaurs avevo già accennato nel post degli Street Sharks, dato che la prima apparizione di questi dinosauri avvenne proprio nelle ultime puntate di quella serie; qui a differenza di quello che verrà raccontato nella serie Extreme Dinosaurs, essi provengono da un mondo popolato da dinosauri antropomorfi e sono giunti sulla terra per fermare i piani dei malefici Raptors.
Lasciando da parte il featuring con gli Street Sharks, nel '97 venne creata la loro personale serie animata disegnata da ragazzini cinesi in qualche scantinato di Hong Kong.
"Kawabon...ah no scusate, erano quegli altri".
Durata 52 episodi, raccontava di quattro dinosauri trasformati in esseri antropomorfi dal folle criminale dimensionale Argor Zardok. Ma una volta appreso i piani del malvagio pirletta, si ribellano e combattono contro il secondo gruppo di dinosauri mutati: i tre Raptors, che sono appunto tre velociraptor. Giusto se non si era già capito.
"Yabba-Dabba-D...hem...ho sbagliato ancora".
Oltre a dover affrontare altre lucertole antropomorfe come loro, i nostri dinosauroni erano sempre impegnati in battaglie con tematiche fortemente ambientali. Una sorta di Green Peace del Mesozoico.
"Raccogli. Subito. Quella. Cartaccia".
Ora però, andiamo a vedere più nel dettaglio chi siano questi Extreme Dinosaurs.
T-Bone, il tirannosauro leader del gruppo.
Stegz lo stegosauro, è la mente del gruppo.
Spike il triceratopo, esperto di arti marziali e cuoco provetto.
Ho scoperto ora che gli piace il giardinaggio. Davvero.
Bullzeye lo pterodattilo, pigro e burlone, gli piace lo shopping.
Ma la cosa peggiore è un'altra: lo pterodattilo non è un dinosauro.
Ma vabbè, dettagli trascurabili per un cartone animato. O quasi...
Hard Rock l'anchilosauro, entra nel gruppo per ultimo.
Molto pacifico e amichevole. Si vede dalla faccia, no?
E ora i temibili Raptors.
Bad Rap, il capoccia del gruppo.
Alla fine della serie si è dato al Rap con scarsi risultati.
(Ah-Ah-Ah risate registrate)
Spittor, il mio preferito. Sputa acido ed è la mente del gruppo.
Haxx, l'idiota di turno.
Una cosa che ancora non ho detto, è che la serie doveva supportare l'omonima linea di giocattoli del '96 della Mattel. Proprio come accadde con i già citati Street Sharks, anche degli Extreme Dinosaurs venne prodotto pupazzame vario che all'epoca mi faceva andare in brodo di giuggiole.
Ce l'avevo.
L'unico che non fecero mai è Spittor, non ne conosco il motivo però...
Per finire vi lascio alla sigla del cartone, che a essere sinceri non mi è mai piaciuta. Ma chissene, all'epoca mi bastava vedere dinosauri che si prendevano a calcinchiulo per essere contento (anche adesso, ma non divaghiamo).
C'è stato un momento in cui, a essere sincero, ho bagnato le mutande. E' stato quando per la prima volta il nuovo Godzilla ha lanciato il suo grido di battaglia, che sparato a mille dalle casse, ha fatto tremare la sala come per direche il re è finalmente tornato.
Ed è stata una figata.
Devo dare atto che non è semplice fare un film come Godzilla, trovare un modo "realistico" per spiegare la natura di questo dinosauro atomico e dei suoi compagni di merende (ossia i misteriosi M.U.T.O. "Massive Unidentified Terrestrial Organism") . E il regista Gareth Edwards c'è quasi riuscito; dico quasi perché purtroppo nella sceneggiatura ci sono state molte forzature e cose lasciate lì a metà, non dico che volevo una spiegazione a tutto ma un minimo in più sulla natura di queste creature non avrebbe fatto male. Ma non è la storia il problema di questa pellicola, che se andiamo a vedere i vecchi Godzilla giapponesi non è che avessero delle grandi trame: il vero problema sono gli attori e la loro recitazione.
A parte il grandissimo Walter White Bryan Cranston e la ex milf di ChocolatJuliette Binoche, gli altri componenti del cast sono totalmente inespressivi. A partire da quella faccia di bronzo di Kick-AssAaron Taylor-Johnson, che per tutta la durata del film ha fatto tipo 3 espressioni. Due delle quali uguali.
Così è quando è arrabbiato.
Così invece è felice.
Qui sta piangendo.
Purtroppo non provando empatia con i personaggi, qualsiasi cosa accadesse loro non suscitava il minimo interesse in me. Che comunque ero più preso da Godzilla che prendeva a cartoni in faccia i mostri giganti, piuttosto che i soliti militari imbecilli che sparano con un fucile automatico contro una bestia alta 100 metri, a cui neppure i missili fanno il minimo graffio. Ma va bene così, che se agli americani non metti l'esercito e i Marines in ogni film non sono contenti.
Non che sia un male il fatto che ci sia l'esercito, anzi è normale che ci sia in film di questo tipo, ma forse hanno esagerato un po' troppo, lasciando i combattimenti tra mostri sullo sfondo. Dando più importanza alle azioni del protagonista e mettendo in risalto Godzilla solo nella parte finale. Ciò non significa che sia un brutto film, seppure con le sue pecche è riuscito nell'ardua impresa di riportare sul grande schermo il re dei mostri, in un panorama cinematografico piatto più che mai, questa pellicola è un gioiellino. Forse a Hollywood c'è ancora posto per il nostro lucertolone preferito; magari però la prossima volta lasciate a lui la parte del protagonista, che sono sicuro sia molto più espressivo di molti altri.
Si meriterebbe l'Oscar.
Una cosa è importante: tra Godzilla e M.U.T.O. non mettere il dito.