lunedì 3 ottobre 2016

Le sorpresine più belle degli anni 90 - seconda parte

Siete pronti per un nuovo tuffo nel passato? Oggi torniamo negli anni d'oro delle sorpresine, dove in quasi ogni prodotto alimentare e non, ti rifilavano giochini e gadget di ogni tipo. La prima parte, per chi se la fosse persa, la può trovare qui.

DOPPIAFACCIA






















Una delle serie Kinder meglio riuscite; potevano essere gnomi-animali oppure facce-veicoli, a seconda di come li si guardava. Il design era fantastico, nonostante non fossero veri e propri giocattoli.

ELICOTTERI MODERNI



Ennesima serie di veicoli componibili, questa volta con soggetti più moderni e dettagliati. Ricordi che li usavo assieme alle Micromachines.

VEICOLI DI LEGNO











Barche, treni e aerei fatti di legno; per dettagli e forme ricordavano i vecchi giocattoli degli anni 50.

UOMINI PREISTORICI




Le sorpresine più odiate dai creazionisti. Un'idea semplice per far imparare ai bambini l'evoluzione umana. Alla faccia di Darwin.

SPACE SHUTTLE




La kinder ci sapeva proprio fare con i veicoli in scala ridotta.

HERCULES NESTLÉ

Era il 1997, quando nei cinema uscì la versione animata di Hercules targata Disney, e tra i vari prodotti a tema e merchandisig spuntarono i pupazzini della Nestlè. Tralasciando quelli con più personaggi assieme, il titano di roccia e l'idra erano belli all'epoca e sono belli tutt'ora.

REPLICHE DEI FOSSILI NESTLÉ

Lo sanno anche i muri della mia passione per i dinosauri, e quando uscì al cinema il seguito di Jurassic Park, Il Mondo Perduto, ero in estasi. Poi un giorno, dai cereali mi esce fuori un blister contenente la replica dell'artiglio di un raptor:


SORPRESE DEI SIMPSON KINDER & FERRERO

Quando i Simpson non mi davano lo stesso effetto dell'orticaria, facevo incetta delle card plastificate che si trovavano nelle merendine Kinder & Ferrero. Per non parlare delle capsule da applicare sul quadrante dell'orologio digitale, in regalo con le confezioni deluxe.

E qui si ferma il nostro secondo viaggio alla scoperte delle sorpresine più belle degli anni 90; prima di chiudere però, una comunicazione di servizio: se siete ancora interessati al progetto XAGAX, fatemelo sapere, che nel caso ricomincio a buttare giù qualche idea. Grazie.

lunedì 26 settembre 2016

La mia prima volta (da Dungeon Master)

E così, a ventisei anni, ho mosso i miei primi tragicomici passi nel mondo di Dungeons & Dragons


Io, quattro amici, due PC, manuali del gioco in ogni formato, cibo spazzatura, ignoranza, rutto libero e un sabato sera passato a lanciare dadi come fossero granate, mentre i vicini di casa avranno pensato le peggio cose sulle nostre madri. Ma chissene, era la giusta vendetta per tutte quelle volte che i suddetti vicini trascinano i mobili alle due di notte, camminando per l'appartamento con delle comode pantofole di ghisa. 

Essendo io acerbo in fatto di D&D, ed essendo pure un masochista, quando mi hanno chiesto se volevo fare il Master (per quelli che non lo sanno, è il capoccia che crea tutta l'avventura e dirige la congrega di avventurieri verso morti atroci emozionanti viaggi nel regno della fantasia) ho risposto subito di sì. Ma non avevo la minima idea di cosa dovessi fare. E quindi nel giro di qualche settimana, ecco che mi sono letto i vari manuali del Master, del Giocatore, dei Mostri e ho buttato giù una storia. Non avendo la minima idea di cosa stessi facendo -anche se l'ho appena scritto poco sopra, andava ripetuto- perché come abbiamo iniziato a giocare mi sono accorto dei miei errori di valutazione: un semplice combattimento è durato quasi un'ora. Sarà che dovevamo prenderci tutti la mano, sarà che i PG iniziali erano tutti a livello epico (per motivi precisi riguardanti la trama) e ciò voleva dire statistiche e abilità che nessuno sapeva gestire. Sarà che forse, gestire cinque nemici contemporaneamente da verginello del settore, sia paragonabile al ritrovarsi in pista la domenica mattina con affianco Rossi e Marquez che ti dicono: «Ci vediamo al traguardo», e tu sei un neopatentato alla tua prima uscita con il Ciao della Piaggio.

Alla fine della sessione, verso le cinque del mattino, ed incredibilmente tutti ancora vivi (non cerebralmente, le sinapsi del gruppo avevano battuto la ritirata almeno un'ora prima, quando per interrogare un prigioniero ci sono volute due persone e quindici minuti. E il prigioniero era un campagnolo con l'intelligenza di un comodino), abbiamo appurato che sì, si potrebbe continuare a giocare a D&D. Magari però, la prossima volta i dadi li lanciamo con mena enfasi, che alle quattro di notte non sono mica tutti bloccati nelle catacombe come noi.

mercoledì 21 settembre 2016

Il ritorno di Jeeg robot d'acciaio

La notizia era già nell'aria da qualche tempo, ma non essendo mai stata ufficializzata, e con la scarsa qualità delle foto apparse in rete, tutto sembrava convergere verso la bufala creata per infrangere i cuori dei nostalgici. E invece...


Nella pagina Facebook e nel sito ufficiale della Giochi Preziosi è apparsa la foto che vedete qui sopra, dove al centro è posizionato un bel Jeeg, precisamente questo:


Il jumbo, alto circa trenta centimetri, raffigura il classico Jeeg degli anni 70, ma la linea porterà il nome di Shin Jeeg, essendo incentrata principalmente sull'omonima serie del 2007, che il canale K2 ha iniziato a trasmettere per la gioia dei bambini quarantenni.


Al momento non si conoscono ulteriori dettagli sulla linea di giocattoli, oltre alla presenza di pupazzetti più piccoli chiusi in blister, raffiguranti vari personaggi della serie. La data della messa in vendita è un vago autunno 2016; non ci resta quindi che aspettare ancora un po', alla fine sono passati solo quarant'anni dall'ultima volta.