lunedì 13 marzo 2017

LA RECEN(T)SIONE DI: Kong: Skull Island

Avrei dovuto parlarne qualche giorno fa, purtroppo però non ne ho avuto il tempo, quindi eccomi con il mio solito ritardo a parlarvi di questo film che tanto ho atteso nei mesi scorsi. E cosa ne penso? Diciamo che Kong non è stata l'unica scimmia gigante presente in sala.


La sinossi del film la sanno ormai pure i muri, comunque la riassumerò in poche parole: King Kong incontra Apocalypse Now e nasce l'amore al sapore di napalm mattutino.
Siamo infatti nel 1973, precisamente alla fine della guerra contro Charlie, quando l'agente governativo Bill Randa (John Goodman) arruola per una spedizione scientifica sull'Isola del Teschio il buon James Conrad (Tom Hiddleston), ex capitano del servizio aereo speciale inglese, scortato da un gruppo di scienziati e dallo squadrone militare Sky Devils (Toby KebbellShea WhighamThomas Mann e many other) capitanati dal solito rude bastardo Samuel L. Jackson, nei panni del tenente colonnello Preston Packar. Per le quote rosa abbiamo invece la fotografa pacifista Mason Weaver (Brie Larson) e la scienziata cinese San Lin (Jing Tian).


Tralasciando la parte in cui arrivano sull'isola e succede il finimondo, la componente comica usata per stemperare la tensione è affidata al veterano Hank Marlow (John C. Reilly), precipitato con il suo aereo durante la seconda guerra mondiale e rimasto sull'isola per 28 anni. Ma ora focalizziamoci sul vero protagonista: Kong, il gorillone gigante che in questo nuovo universo (il  MonsterVerse) ha delle sembianze antropomorfe, muovendosi in modo bipede come nelle pellicole del passato. Oltre all'andatura eretta, pure la sua stazza è aumentata a dismisura, arrivando a toccare i trenta metri d'altezza, anche se viene sottolineato che si tratti ancora di un giovane esemplare e che quindi sia destinato a crescere ulteriormente. E ci credo, dico io, visto che nel 2020 dovrà prendersi a cazzotti con il Godzilla di Gareth Edwards.


Poi c'è l'isola e la sua fauna, che in un certo senso possono essere considerati come i secondi protagonisti della pellicola, dove gli umani sembrano turisti allo sbaraglio alle prese con creature dimenticate dal tempo, e non parlo dei soliti dinosauri come siamo stati abituati dai film precedenti, ma nuovi mostri dalle forme ambigue e dal design curioso. Il film è lontano anni luce dalla versione di Peter Jackson, talmente diversi che paragonarli risulta quasi inutile. Questo Kong è innanzitutto molto più sbarazzino, senza tutta la pesantezza e la serietà che invece ha la pellicola di Jackson, che sì è un bel film, ma soffre della lunghezza eccessiva che ha ogni pellicola blockbuster del regista neozelandese.


Sono rimasto colpito da questo Kong: Skull Island; non tanto per la storia, che non è sicuramente il suo punto di forza; e non sono neppure le scene d'azione, che non avevo dubbi fossero spettacolari e tamarre al punto giusto. Bensì sono state la fotografia, con scene davvero suggestive e che hanno reso giustizia alla maestosità di Kong, ed il messaggio pacifista di fondo. Molto infondo, ma che comunque è presente. Ed i soldati, con i loro elmetti personalizzati, il loro introspettivo "Caro Billy" e quel senso di unione che hanno saputo darmi mi hanno spiazzato, perché mai avrei pensato di ritrovare certi elementi da war movie in una pellicola fracassona come questa. Nulla di troppo, non è di certo un Platoon, però per quel poco che hanno mostrato sono riusciti a rendere l'idea.
Insomma, un film che mi ha convinto sotto tutti i punti di vista, con ammiccamenti neanche troppo velati al collegamento con l'ultimo Godzilla americano, che mi hanno trasformato automaticamente in un bimbominkia in attesa dello scontro del secolo tra i due mostroni. 

mercoledì 1 marzo 2017

Alien: Covenant, il nuovo trailer che...OH MIO DIO!

Ok, avevo promesso di non farmi troppe seghe mentali per questo Prometheus 2 Alien: Covenant, ma con un trailer del genere devo ammettere che ci sono quasi cascato. Quasi.


Dico quasi perché nonostante in alcune scene sembra esserci l'atmosfera angosciante dei primi capitoli della saga originale, già da questo trailer di due minuti sono sorti in me dei dubbi logici; vedi il pianeta alieno che però è praticamente uguale alla Terra, talmente uguale che le riprese fatte in Nuova Zelanda fanno sembrare tutto ambientato nella Terra di Mezzo. Guarda te le coincidenze.
Sinceramente mi aspettavo un'ambientazione differente, che desse l'idea di un pianeta effettivamente diversa dal nostro, con una flora e una fauna lontana anni luce da quelli presenti sulla Terra. Poi ci sono queste scene dove lo xenomorfo è alla luce del Sole; anzi, dove mostrano già l'essere mostruoso che darà la caccia ai protagonisti. E va bene che tutti noi sappiamo come sono fatte queste bestie, ma il mostrarlo in questo modo così sfacciato mi ha spiazzato. Più o meno è come se mi avessero tolto una buona parte del divertimento, del vedo e non vedo, dell'attesa del suo ingresso in scena. Ma ok, è solo un trailer ed è ancora presto per tirare le somme, speriamo solo che questa volta Ridley Scott abbia fatto le cose per bene.

E che Guy Pearce invecchi in modo meno plasticoso.

giovedì 23 febbraio 2017

Surprise motherf**ker!

E rieccomi tra di voi, dopo qualche giorno passato tra il festeggiare il mio ventisettesimo anno su questo pianeta ed il mio continuo oziare in queste mie ultime ferie. E tra l'ozio e la poca voglia d'interazione con altri esseri umani, eccovi cosa mi hanno regalato i pochi eletti che hanno l'onore di potermi annoverare tra le proprie amicizie.


Due bellisssssimi vinyl toys da collezione, nel particolare parliamo del Topolino schizofrenico del cortometraggio Runaway Brain e del robottone simil Gaiking in stile azteco. Tanta robba insomma.



Prodotto dalla Medicom nel 2004, questo Topolino è qualcosa di spettacolare. 




Sono riusciti a ricreare alla perfezione l'espressione malvagia che il Sorcio presenta nel cortometraggio del 1995.


Il secondo vinile è invece il robottone azteco creato da Jesse Hernandez e prodotto dalla RAJE Toys. Nelle foto non si vede bene per colpa del flash, ma le parti in rosso sono molto più in rosso,


Anche qui i dettagli sono molto belli e l'insieme di elementi aztechi e la figura del robottone si armonizzano in modo citch, pacchiano e sublimemente fuori di testa.







Ah sì, ho pure un cuscino rosa a forma di Oreo.