Sono sicuro che con questo post mi attirerò l'antipatia di molti di voi, ma chissene, è ora che sappiate quanto io sia una brutta persona. Per diversi motivi che poi vi spiegherò, durante la transizione da infanzia a pubertà, ho iniziato a provare prima antipatia, poi disgusto e infine odio per delle serie animate specifiche; del tipo che se ne vedo anche solo la sigla mi sale la voglia di genocidio.
NARUTO
La colpa non è attribuibile alla serie stessa, che trovo comunque noiosa e davvero strutturata male, ma alla fandom di giappominchia brufolosi e imparruccati male che si aggirano ad ogni singola fiera del fumetto. Ok, la loro età media è pari alla metà dei miei anni, ma porcoschifo basta, non ne posso più di vedere cosplay di Naruto. Sono anni che infestano ogni fiera che frequento, nemmeno fossero pagati per esserci. Stesso discorso per One Piece, ma almeno in quel caso la serie è più divertente. Più o meno.
DETECTIVE CONAN
Ennesima serie infinita, che dopo più di 800 puntate è ancora lontana dal finire. Giuro, ho provato a seguirla all'inizio trovandola pure interessante; poi ho capito che La signora in giallo gli mangia in testa a Conan e soci e quindi ciao. Detesto che in una serie la trama di fondo non venga sviluppata, andandosi a perdere tra i centinaia di episodi autoconclusivi senza importanza, creati solo per allungare la mia agonia da spettatore scoglionato.
ADVENTURE TIME
Sì, odio Adventure Time da prima che diventasse famoso. Ogni singolo episodio è per me una morte cerebrale; un trip di acidi dalla quale esci male, o peggio, non ne esci proprio. Lunghi silenzi e immagini alla quale il mio cervello non riesce dare una spiegazione, peggio dell'ipnorospo di Futurama versione punkabbestia sotto i portici. Non riesco a capire come possiate guardarlo, davvero.
SPONGEBOB
Come per Adventure Time, solo che SpongeBob ha in più la risata più fastidiosa dell'universo intero. SpongeBob deve morire male, assieme a Patrick Stella, Mr. Krabs e Squiddi, il capitano della sigla e tutti i personaggi di questo abominio animato.
SIMPSON
Ebbene sì, detesto pure i Simpson. Ora. Perché una volta li guardavo con piacere, divertito dai loro episodi e dalle loro battute, poi però, col passare degli anni, le cose sono cambiate. O meglio, non sono cambiate affatto. Da due decenni sono rimasti sempre gli stessi, con le loro solite battute e le solite situazioni. Dopo l'ennesima replica si capisce che in tutti questi anni qualcosa è andato storto: non è mai cambiato nulla. La serie ha bisogno di uno svecchiamento, di far crescere quei maledetti Bart, Lisa e Maggie e mandare Homer in pensione. Mostrare la vita che va avanti, il tempo che passa e creare situazioni nuove. Odio i Simpson perché anche se sono cresciuto con loro, loro non vogliono crescere con me.
Per chi, come me, è cresciuto negli anni 90, la TV dei ragazzi è stata una buona amica, con una vastissima scelta di cartoni animati, che tra uomini tigre, pescatori dalle orecchie a sventola e paperi mascherati, avevamo davvero l'imbarazzo della scelta . Però, perché c'è sempre un però, tra tutta questa vasta gamma di serie animate, siamo sicuri di ricordarcele tutte? Io non credo, per questo motivo ho deciso di scavare affondo nella mia memoria, poi ancora più affondo sull'internetto, alla ricerca di 10 serie animate dimenticate degli anni 90. Et Voilà!
Brividi e polvere con Pelleossa
(Tales from the Cryptkeeper)
Più che dimenticato, diciamo che la sua controparte in live action ha avuto molta più notorietà: ricordate"I racconti della cripta" con Zio Tibia?
Ecco, magari non tutti sapevate che Brividi e polvere con Pelleossa sarebbe la serie animata dello Zio Tibia, andata in onda a partire dal 1995 sulle reti Mediaset. Comunque: ricordo poco del cartone, giusto qualche flash, ma la sigla cantata dalla Cristina nazionale mi è rimasta impressa nella testa per tutto questo tempo.
Dinosaucers
Una serie lasciata incompleta, nonostante i 64 episodi della prima e unica stagione, dalle nostre parti è passata giusto un paio di volte nei primi anni 90, su Italia 1 e Odeon TV. Poi l'oblio. La storia vedeva contrapposte due razze aliene di dinosauri antropomorfi, i fighissimi Tyrannos e il gruppo dei Dinosaucers. Ricordi vaghi e niente più, forse sarebbe il caso di dargli una possibilità, se solo riuscissi a trovarla in qualche landa sperduta dell'Intenet.
Papà castoro
(Les Histoires du père Castor)
Questa quando ero un boccia la guardavo con molto piacere; per chi non la conoscesse, la serie girava attorno a una famiglia di castori, dove il padre raccontava in ogni puntata una storia diversa ai suoi tre figli. Andata in onda sulle reti Rai per tutti gli anni 90, non so bene quando abbiano smesso di trasmetterlo, magari su qualche canale per bambocci lo trasmettono ancora. Ah, quasi dimenticavo, la sigla mi ha sempre messo un sacco di angoscia, quasi al pari di quella di "Chi l'ha visto?".
Allacciate le cinture! Viaggiando si impara
(The Magic School Bus)
Mamma mia che botta di nostalgia, adoravo alla follia questo cartone. Una sorta di versione americana dei cartoni creati dal maestro Albert Barillé, dove una maestra e la sua classe utilizzavano uno scuolabus magico per viaggiare in ogni dove, sia nel tempo che nello spazio, facendo imparare in modo divertente diverse materie. Ho imparato di più con questo cartone che in tanti anni di scuola dell'obbligo. Venne trasmesso sulle reti Mediaset a partire dal 1996, oggi non se lo ricorda quasi nessuno. Purtroppo.
Cadillacs e dinosauri
(Cadillacs and Dinosaurs)
Ne parlai mille anni fa nel primo Venerdì coin-op (che prima o poi torna), la serie di soli 13 episodi è andata in onda una sola volta nel lontano 1994, sulla solita Italia 1. Ispirata alla bellissima serie Xenozoic Tales (pure di questa mi piacerebbe un giorno parlare) è ambientata in un futuro post-apocalittico, dove tra le macerie della nostra civiltà, sono tornati a regnare i dinosauri. Non perdonerò mai il bastardo che ha bloccato la serie a metà, senza dargli un finale e rendendola quindi inutile.
Una giungla di stelle per capitan Simian
(Captain Simian & the Space Monkeys)
Altro cartone che non si ricorda praticamente nessuno, neppure io. O almeno, ricordo i giocattoli, ma nulla più. Comunque era il 1997, solita Italia 1, ma questa volta a cantare la sigla era Enzo Draghi e le sue grosse banane.
Pepper Ann
Sia Pepper Ann che il prossimo cartone sono due perle assolute: andate in onda nello stesso periodo all'interno del programma Disney Club (poi Club Disney), dal 1997 fino all'inizio degli anni 2000, Pepper Ann e Ricreazione sono l'esempio perfetto di cartone per tutte le età.Il primo racconta le vicende della rossa Pepper Ann ed i suoi migliori amici, mettendo in risalto il suo carattere esuberante e determinato, contrapposto alla sua coscienza, che le parla attraverso la sua immagina riflessa. Nonostante la parvenza leggera e superficiale, Pepper Ann è una serie profonda, che con ironia sdrammatizza diversi temi legati all'adolescenza.
Ricreazione
(Recess)
Ricreazione è invece incentrato negli anni delle scuole elementari, dove un gruppo di amici si ritrova a vivere le proprie avventure durante, appunto, la ricreazione. La serie mostra in modo irriverente il rapporto che c'è tra bambini e adulti, dove per adulti si può intendere anche chi è poco più grande dei protagonisti, come il Re del Cortile, un ragazzino dell'ultimo anno delle medie. O come i bambini selvaggi dell'asilo, mostrati come se fossero una tribù indigena con pitture facciale e un loro linguaggio. Ogni personaggio della serie rappresenta un diverso tipo di personalità; c'è la nerd, il maschiaccio, lo sportivo, il timido, il ragazzo sovrappeso, lo spione e così via. Se non la conoscete, cercatela e gustatevela, non ve ne pentirete.
Le avventure del bosco piccolo
(The Animals of Farthing Wood)
Conosciuta anche come Volpe, Tasso e compagnia, ma pure "Il cartone più macabro del mondo", è andato in onda sulle reti Rai dal 1993, lasciando dietro di se una lunga scia di bambini traumatizzati. Il cartone narra le dis-avventure di un gruppo di animali in fuga dal loro bosco, per colpa della continua caccia dell'uomo e della sua incuranza verso la natura. In ogni puntata moriva qualcuno, ma non moriva e basta, finita lì. No, i bastardi ti facevano vedere tutta la sofferenza necessaria per mandarti in analisi per qualche anno. Come la puntata dei topini e mamma topina, oppure del fagiano, che un momento prima diventa amico della compagnia, poi per salvarli viene prima ucciso e poi cucinato, con tanto di scena in cui lo si vede in padella. Grazie per i fot*uti incubi.
Cip & Ciop agenti speciali
(Chip 'n Dale Rescue Rangers)
Di questa ricorda davvero pochissimo, ma sono sicuro di aver visto un episodio non molto tempo fa su Sky, forse. Comunque ci sono Cip e Ciop vestiti uno come Indiana Jones e l'altro come Thomas Sullivan di Magnum, P.I. che risolvono misteri, scoprono cose e vedono gente. Sigla.
Vi ricordate del post su quei due miti di Beavis e Butt-head? Se la risposta è no, cliccate sul loro nome e fatevi un veloce ripasso. In quel post, parlai velocemente di una loro compagna di scuola chiamata Daria Morgendorffer e del fatto che divenne protagonista di una sua serie. Bene, è arrivato il momento di approfondire la sua misantropica vita.
La serie, composta da 65 episodi suddivisi in 5 stagioni andate in onda dal 1997 al 2001 su MTV, è incentrata sulla vita della teenager americana Daria: ragazza ribelle, cinica e che fa del sarcasmo la sua arma vincente contro il mondo che la circonda; trasferitasi da poco con la famiglia nella cittadina di Highland, dovrà fare i conti con le difficoltà di chi si deve ambientare nella nuova scuola, tra compagni affetti dalle più disparate crisi e fissazioni adolescenziali e insegnanti decisamente fuori dal comune.
I personaggi principali oltre a Daria sono:
Quinn, sorella di Daria e completamente il suo opposto, è una ragazza alla moda che ama stare al centro dell'attenzione. Si vergogna d'avere una sorella come Daria e se qualcuno gli chiede se sono parenti lei risponde che sono cugini di secondo grado. O la ragazza straniera che vive a casa loro.
Jake, il padre di Daria. Ha il terrore di ripetere con le figlie gli stessi errori che suo padre ha compiuto nei suoi confronti.
Helen, la madre di Daria. Perennemente al telefono e sempre di corsa, è una donna in carriera e suo marito patisce molto questa cosa, sentendosi inferiore a lei.
Jane Lane, la migliore amica di Daria, le due sono molto simili nel carattere e nel modo di vedere il mondo. Jane è anche brava a dipingere e i professori la incentivano a coltivare questa dote.
Trent Lane, fratello di Jane e prima cotta di Daria. Un classico nullafacente che passa la giornata tra il dormire e il suonare la chitarra nella sua band, gli Spirale Mistica.
Thomas "Tom" Sloane, un ragazzo ricco e di buona famiglia che vuole apparire come un alternativo, è il primo vero ragazzo di Daria. Appare per la prima volta alla fine della terza stagione, mentre si frequentava con Jane. In seguito farà coppia fissa con Daria, causando la momentanea rottura dell'amicizia tra lei e la sua migliore amica Jane.
Brittany Taylor, capitana delle cheerleader e classica ragazza superficiale e disinteressata di tutto ciò che non la riguardi in prima persona. Lei e Daria si odiano.
Kevin Thompson, il ragazzo di Brittany. È il lanciatore della squadra di football della scuola, molto spesso sia lui che Brittany vengono scherniti da Daria per la loro poca intelligenza.
Ma oltre a questi -e molti altri compagni di scuola- Daria ha a che fare anche con i professori, ognuno dei quali ha una propria personalità molto spiccata, come:
Timothy O'Neill, è l'insegnante d'inglese e uno dei pochi professore che incoraggia Daria nella scrittura. Molto timido e praticante delle teorie New Age.
Anthony DeMartino, l'insegnante di storia. Odia profondamente i suoi alunni e quando è sotto stress l'occhio destro gli fuoriesce in modo inquietante.
Diane Bennet, la prof. di economia. Lei è l'insegnante incaricata a decidere dove mandare in gita i ragazzi, purtroppo si lascia molto spesso condizionare dagli stessi.
Janet Barch, l'insegnante di scienze. Dopo il divorzio odia tutti gli uomini, compresi i suoi alunni. L'unica eccezione è il professor O'Neill.
Angela Li, è la preside della scuola. Si preoccupa più della sicurezza dell'istituto che dei fondi scolastici, così facendo ha sempre bisogno di fare raccolte fondi o sponsorizzazioni assurde per ricavare denaro, che in seguito spende per sistemi di sicurezza e quant'altro. Il suo personaggio è una parodia dei presidi americani degli anni 90, in preda alla spasmodica ricerca della sicurezza nelle scuola dopo il famoso massacro della Colombine.
La serie vanta anche due lungometraggi per la TV: Is It Fall Yet?(È già autunno?) del 2000, si colloca tra la terza e la quarta stagione ed è incentrato sul rapporto burrascoso d'amicizia tra Daria e Jane, dopo che il ragazzo di Jane la lascia per mettersi con Daria. Is It College Yet?
(Ègià ora di andare al college?) del 2002, è da considerarsi l'ultima puntata di Daria, in cui tutti i protagonisti raggiungono i loro obiettivi o realizzano i propri sogni e Daria, una volta lasciato Tom, decide finalmente che college frequentare.
Non sarà stata una serie perfetta, ma ha sicuramente il pregio d'aver saputo lasciare un segno indelebile nella memoria di molti teenagers dell'epoca; oltre ai temi trattati e l'immedesimazione con i protagonisti -perché sono sicuro che molti di voi a scuola sono/erano un po' degli emarginati- Daria viene ricordata con piacere soprattutto per le sue battute sarcastiche e ciniche. Un esempio?
Era il 1967, quando uscì la versione Disney de "Il Libro Della Giugla", tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore indiano Rudyard Kipling. In quell'occasione abbiamo potuto conoscere, oltre al ragazzino protagonista Mowgli, pure la pantera Bagheera, il pitone Kaa, ma soprattutto lui, l'orso Baloo.
Il nome TaleSpin è in realtà un gioco di parole: il tailspin è una manovra acrobatica ad avvitamento dell'aereo, mentre la parola tale significa "fiaba"; da qui la congiunzione delle due cose per formare il titolo.
Nel 1990, la Walt Disney Pictures produsse una serie 65 episodi incentrata proprio sulle sue avventure. Ora che finalmente il piccolo Mowgli era fuori dalle balle, Baloo poteva dedicarsi in tranquillità alla ricerca di un lavoro redditizio: il contrabbandiere di sostanze stupefacenti il fattorino in una ditta di aereotrasporti. Che mica si può vivere solo di poche briciole e lo stretto indispensabile.
Eh, appunto.
La vita da fattorino però, non è mica tutta rose e fiori; perché il nostro caro Baloo si è coperto di debiti alla svelta e la sua Baloo's Air Service avrebbe rischiato la bancarotta, se non fosse intervenuta la sua manager Rebecca Cunningham a comprargli la ditta e assumerlo come un normale dipendente.
Da quel momento in poi il povero Baloo, alla guida del suo idrovolante Sea Duck e in compagnia dell'orsetto Kit Nuvoletta, si ritrova a vivere numerose avventure in giro per il mondo.
"Che succede se tiro quella leva?", "Succede che ti spezzo le manine"
Oltre al già citato e famoso Baloo, gli altri personaggi principali della serie sono:
Rebecca Cunningham, il capo di Baloo.
Cerca disperatamente di badare a Baloo e insegnargli a non fare macelli. Che mica siamo nella giungla.
Molly, la figlia di rebecca.
Piccola scassa balle dolcissima orsetta vivace e divertente.
Kit Nuvoletta, ex-membro dei pirati del cielo.
Baloo si prende cura di lui come se fosse un figlio, ama fare sky surfing
attaccato alla coda del Sea Duck.
Re Luigi, apparso pure lui ne "Il Libro della Giungla".
Smessi i panni del re, gestisce un locale a Cape Suzette, la città dove
abitano i protagonisti.
Frank Wildcat, il meccanico a cui manca qualche rotella.
Don Karnage, il lupo a capo degli Air Pirates.
Subdolo e meschino, vuole conquistare Cape Suzette.
Shere Khan, l'eterno nemico di Mowgli ne Il Libro della Giungla e adesso di Baloo in TaleSpin.
Ora è un ricco imprenditore in cerca di vendetta, è il nemico principale della serie.
"Wolverine, me fai 'na pippa!"
Non mi ricordavo che la sigla facesse così pena...
Nati dalla mente malata di Mike Judge, Beavis and Butt-head erano i protagonisti di questa serie animata americana degli anni 90, andata in onda su MTV per un totale di 222 episodi tondi tondi, della durata complessiva di 20 minuti, spalmati in 8 stagioni.
Beavis (il biondo) e Butt-head (quello moro), sono due adolescenti dediti al fankazzismo estremo, cultori del dolce far nulla e più in generale dei simpatici ritardati che, tra un qualche problema a scuola e una loro avventura quotidiana, stavano seduti sul divano a commentare ironicamente video musicali di vere band.
A far da comprimari alla serie troviamo i personaggi più disparati, come: il professore hippie Van Driessen, il preside McVicker in continuo esaurimento nervoso per colpa dei macelli combinati dai due, Stewart il ragazzino che li crede i suoi migliori amici ma che invece viene solo beffeggiato e deriso e Todd il bulletto più grande che viene idolatrato da Beavis e Butt-head nonostante lui li sfrutti e li picchi di continuo.
Tipo così.
O così.
Ma forse, la più famosa dei comprimari rimane lei: Daria, protagonista in seguito di una serie spin-off. (Tornerò in futuro a parlare di lei)
"Hei Beavis guarda, c'è Diarrea" "Eh-eh".
"Non ti preoccupare, non ho una bassa autostima di me stessa....ho una bassa stima di tutti gli altri".
Il primo doppiaggio italiano, avvenuto in seguito alla prima messa in onda in lingua originale, venne fatto dai comici Luigi Rosa (Beavis) e Paolo Rossi (Butt-head); poi sostituiti dalla quarta stagione da Faso e Elio del gruppo Elio e le Storie Tese, mentre l'ottava serie del 2012 dal duo "comico" Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli de I Soliti Idioti.
Il grande Cornholio, l'ater ego di Beavis quando beve troppi caffè o esagera con lo zucchero o le pillole sovraeccitanti. Parla logorroicamente in un simil spagnolo, cercando continuamente un certo "cocchiume per il coolio".
Beavis e Butt-head sono apparsi anche in numerose altre serie TV, videogiochi e fumetti; mentre nel '96 è uscito il lungometraggio "Beavis and Butt-head do America", da noi Beavis and Butt-head alla conquista dell'America. Anche se il titolo originale tradotto sarebbe stato un "si fanno l'America", ma lasciamo perdere...